venerdì 28 settembre 2012

Sto dicendo addio




C'era questo bellissimo passo di un
libro di Baricco, Novecento, che parlava dell'addio.
Novecento era un pargoletto abbandonato su un transatlantico
all'epoca del Titanic, praticamente.
Non sapendo nulla delle sue origini, non scese mai
dalla nave, che lo cullò fino a quando non si lasciò
uccidere dalle cariche esplosive utilizzate
per distruggere una nave ormai vecchia.
Come dice Baricco, Novecento era un gran
solleticatore d'avorio, bellissima metafora
per definire un pianista.
Incantava tutti i viaggiatori e lui, guardandoli,
aveva imparato tutto del mondo, senza mai esserci 
stato. Nel passo a cui ripensavo, ricordo che, guardando degli
iceberg crollare sotto la luce del sole, aveva detto addio
alla meraviglia; e guardando morire un bambino
aveva detto addio a tutti quelli che non avrebbe mai
mai avuto, all'esperienza di padre che non sarebbe
mai arrivata.
E' da un po' di tempo che ho l'impressione di dire addio,
e che ripenso a quel passo, perché anche io
sto salutando per sempre qualcuno.
Ieri sera mi ha abbracciato ed io ho detto addio alle sue effusioni,
ho affondato il viso nel suo collo e detto addio al
profumo della sua pelle; ho incrociato i suoi occhi verdi
e ho detto addio pure a quelli. 
Perché, anche se sai che una certa persona non è
quella giusta, dirle addio è sempre un casino.

Dal libro è stato tratto un bellissimo film
non so perché non abbia avuto molto successo, ma io e mia mamma
abbiamo consumato la colonna sonora di Morricone.
Quello è il secondo concerto che non scorderò mai,
quello di Ennio Morricone.
Su Youtube ho trovato il libro recitato, il passo che vi dicevo
è da 1:26:09 a 1:32:08.
 

8 commenti:

Estrella_Marina ha detto...

Ho letto Novecento almeno sei, sette volte. E' un libro bellissimo, e sì, ogni giorno praticamente si dice addio a qualcosa o a qualcuno. Qui dentro dove comunque e malgrado quel che pensano i duri e puri del cosiddetto mondo 'reale'[come se fosse più reale chiudersi in un centro commerciale la domenica piuttosto che farsi due risate nella chat di facebook con gli amici], si impara a farlo anche abbastanza spesso.

Inneres Auge ha detto...

Il libro non lo conosco ma ho visto il film, tra l'altro pochi mesi fa. Un capolavoro, secondo me.

Bad Hands ha detto...

non ho letto il libro ma ho visto il film... e credo che il suo maggior limite per poter essere apprezzato da un pubblico più vasto sia la sua lunghezza... un capolavoro comunque..

Anonimo ha detto...

Bello
Peppino

Who is? ha detto...

Dire addio è un casino perché una parte di noi se ne và...

Sexybility ha detto...

Estrella, hai tristemente ragione!
Inneres, ho pensato anch'io la stessa cosa, ma molti mi hanno detto che era una noia. Mah. Comunque Bad Hands dici giusto sulla lunghezza del film...
Il libro però è più bello!!
Who is...è vero, ma penso che certe cose rimarranno sempre dentro di noi.

*giugiu-chan* ha detto...

"Io sono nato su questa nave. E qui il mondo passava, ma a duemila persone per volta. E di desideri ce n'erano anche qui, ma non più di quelli che potevano stare tra una prua e una poppa. Suonavi la tua felicità, su una tastiera che non era infinita.
Io ho imparato così. La terra, quella è una nave troppo grande per me. E' un viaggio troppo lungo. E' una donna troppo bella. E' un profumo troppo forte. E' una musica che non so suonare. Perdonatemi. Ma io non scenderò. Lasciatemi tornare indietro."

Meraviglioso libro.

Sexybility ha detto...

Ricordo ancora il brano che citi...meraviglioso davvero :D