giovedì 29 agosto 2013

Giovani, innamorati e transgender




E' da quando è uscita questa notizia che ci penso e 
quello che provo è un autentico stupore per come gli eventi si siano
susseguiti per consentire loro di 
perseguire la loro scelta.
Questi due ragazzi una volta erano del sesso opposto.
La storia mi ha stupita perché sono giovanissimi e,
se non si ha una famiglia che appoggia una scelta radicale come
il cambio del sesso e se non si hanno i soldi per le operazioni e 
tutto il resto, tutto diventa estremamente difficile,
quasi impossibile.
La giovane età mi sorprende anche perché mi chiedo
quale grado di consapevolezza debba aver raggiunto un adolescente
per prendere una decisione così drastica.
Non credo che non possa succedere, eh, dico solo che
spesso a quell'età si dorme ancora profondamente,
non si ha una consapevolezza di se stessi così spiccata.
A meno che non si sia sofferto a tal punto che ci si è svegliati come a ceffoni,
per guardare in faccia la realtà.
Un altra cosa che mi ha stupita...e di cui ho parlato con un 
collega gay è stato l'aspetto chirurgico e tutto ciò che comporta 
al livello del piacere sessuale.
Io non conosco bene l'argomento, ma come si fa a ricreare un clitoride?
Non si può.
Come si fa a far sì che un pene ricostruito chirurgicamente
riservi lo stesso piacere?
Illuminatemi.
Questi due ragazzi hanno rinunciato al piacere pieno del loro 
sesso per una strada nuova, ignota e senza ritorno.
Una strada che sembra renderli molto felici.
Il mio collega gay non sembrava stupito come me,
perché sa cosa vuol dire vivere in un corpo
che non senti tuo, anche se quando fai sesso
godi come non mai.
E' stato lo scambio di idee più proficuo
che avessimo mai
avuto.
Voi che ne pensate?

12 commenti:

fenicecherisorge ha detto...

Argomento interessante, ammetto che la notizia mi era sfuggita. Concordo con te: per avere una simile consapevolezza così giovani devono aver sofferto molto e quindi avranno senz'altro una maturità molto maggiore della loro età anagrafica. Non posso rispondere sulle loro dinamiche ma credo il piacere, oltre che dal corpo, venga anche e soprattutto dal cervello. Se il corpo che sta facendo sesso è un corpo che non senti tuo, come fai a provare piacere? Penso al vecchio problema delle vittime di stupro, alcune di loro sono quasi più traumatizzate dalla reazione prettamente fisica del loro corpo nonostante non fossero consenzienti, che dallo stupro stesso in quanto tale. Paragone un po' estremo forse ma credo il meccanismo mentale sia, se non lo stesso, uno che gli si avvicina molto. Dopo l'intervento probabilmente entra in gioco lo stesso meccanismo degli arti fantasma, quando senti una parte di te che non c'è più come se ci fosse ancora. Avendo alla fine il corpo che senti tuo, la stimolazione erotica di qual corpo probabilmente va oltre la "semplice" questione delle trasmissioni nervose. Non so se mi sono spiegata, e comunque sono solo idee mie...

kermitilrospo ha detto...

io credo che certe "consapevolezze" si abbiano già da piccoli, ma il mondo degli adulti che ci circonda a quell'età di solito fa di tutto per sopirle... evidentemente non è stato il loro caso.

dario ha detto...

Mah, io sono un po' perplesso.
Intendiamoci, non voglio fare alcun moralismo. Se uno vuole cambiare il sesso, secondo me deve poterlo fare senza che nessun altro lo giudichi. Insomma, non disapprovo moralmente la faccenda.
E' che ho dei problemi a capirla.
Cioe'. Pur sentendomi decisamente eterosessuale, riesco a capire l'omosessualita', nel senso di attrazione verso le persone dello stesso sesso.
Riesco a capire anche la bisessualita', anzi penso che sia proprio questa la mia natura, nel senso che non precluderei a priori l'ipotesi di essere sessualmente attratto da un maschio. La convinzione nella mia eterosessualita' e' del tutto empirica. In tutta la mia vita non sono mai stato sessualmente attratto da un maschio. Pero', francamente non sono nemmeno stato attratto da numerose femmine. Diciamo che la totalita' delle persone che mi sarei scopato erano donne :-), ma la cosa la percepisco solo come una ripetuta coincidenza.

...ma sto divagando...

Insomma, io capisco l'omosessualita', e capisco anche la bisessualita', perche' uno e' attratto da una persona con tutte le caratteristiche che ha (simpatia, intelligenza, colore degli occhi, genere...). Ecco, il genere e' solo una (seppur importante) componente di una persona in quanto tale, e quando ci innamoriamo di una persona, implicitamente teniamo in considerazione tutte le componenti che la compongono.
Se poi mia moglie fosse bionda anziche' mora, l'amerei lo stesso? Probabilmente si'. Se fosse uomo anziche' donna? Boh, mi riesce difficile immaginarlo, ma di nuovo risponderei: probabilmente si', anche se mi disturberebbe enormemente l'idea stessa di averci un rapporto sessuale (insomma, mi piace la fica!). Non so se quest'ultima considerazione e' dettata da inconsapevole bacchettonismo da parte mia.

Ma rifiutare il proprio corpo e' tutt'altra faccenda. Io so di avere un corpo fatto in una certa maniera. Magari a volte non mi piace. E' piuttosto flaccido, la pancia e' troppo pronunciata, la faccia e' troppo rotonda, le gambe sono un po' storte. Certo molti di questi difetti sono correggibili molto piu' facilmente che la necessita' di sottoporsi ad un incidente chirurgico (e in parte tento di correggerli). Ma nel complesso io accetto il mio corpo, perche' e' l'unico che ho. Se fossi omosessuale (o se, da bisessuale, mi capitasse di avere un rapporto sessuale con un maschio) credo che tenterei di provare piacere e di dare piacere con questo corpo. Il mio ipotetico partner che decide di avere un rapporto con me, lo fa accettandomi come persona, con tutto quello che questa persona si porta dietro, incluso il corpo. Mettersi una maschera puo' pure nascondere le cose che di noi non ci piacciono, ma pone una barriera nella comunicazione dei corpi.

Altra cosa se le motivazioni per cambiare sesso dei nostri due siano, come ho letto altrove, gli episodi di bullismo da parte dei coetanei che rendeva loro la vita troppo difficile per essere vissuta. Naturalmente penso che cambiando sesso non abbiano risolto affatto il problema (un fascistello che se la prende con un gay sicuramente se la prendera' ancor di piu' con un transgender!). E comunque e' un problema sociale, non individuale.

Credo che le terminazioni nervose del pene e del clitoride siano della stessa natura, quindi mi aspetterei che la buona riuscita di una operazione chirurgica offra la possibilita' di provare lo stesso piacere. Ma mi riesce comunque difficile da immaginare.

Atrox78 ha detto...

... che io sappia... in Italia la sanità pubblica se riscontrato un grosso disagio paga gli interventi dopo un percorso psicologico ecc ecc ... ehm e sempre che io sappia la donna che diventa uomo perde la capacità di raggiungerel'orgasmo... ma spero per loro che non sia così....

doscomp ha detto...

Con permesso: http://doscomp.tumblr.com/post/59871048944/31-08-2013

Saluti.

Doc

Rosalie ha detto...

Per quanto riguarda la "confusione" che un adolescente può avere in merito a ciò che è, il cambio di sesso (legale e medico) è preceduto da ore e ore di psicanalisi per assicurarsi che il ragazzo/la ragazza sia veramente intenzionato a cambiare sesso e non abbia ripensamenti in futuro. Il cambio chirurgico dell'organo sessuale (cioè quello che tocca il pene e il clitoride, come dici tu) è proprio l'ultima cosa che si fa, e in certi casi non viene neanche attuato. La prima cosa che si fa a livello fisico è il trattamento con ormoni (che per esempio nelle donne che vogliono diventare uomini serve a far smettere il ciclo e a provare un piacere sessuale più "maschile"). Avere un pene, o un clitoride è una cosa che arriva molto dopo. Prima, per esempio, viene anche l'asportazione dell'utero (necessaria per cambiare sesso agli occhi della legge).
Neanche io, come il tuo amico, mi stupisco del desiderio di cambiare il proprio genere. Queste persone non scambiano il "noto" con "l'ignoto", e neanche un "piacere sessuale sicuro" con uno meno sicuro. Loro diventano fisicamente quello che sono mentalmente. Posso solo immaginare la gioia di guardarsi allo specchio e finalmente riconoscersi in un corpo che ti appartiene. ^_^
Bisou!

Laura Saffo ha detto...

Il lungo trattamento con uno psicoterapeuta è previsto da uno dei due protocolli per il cambio di sesso; alcune regioni seguono questo, l'Onig (che prevede anche il travestitismo obbligatorio prima di assumere gli ormoni, immaginate cosa voglia dire per il paziente), altre quello più breve: Wpath. L'unica operazione pagata, inoltre, è quella al sesso, ma raschiamento del pomo d'Adamo, mastoplastica, fonochirurgia sono a carico del paziente.

Sexybility ha detto...

Dario, non credo che il rifiuto del loro corpo sia una questione estetica...e le terminazioni nervose non si possono ricostruire alla perfezione...

Non lo so, Atrox, sinceramente...

" Loro diventano fisicamente quello che sono mentalmente." efficacissima Rosalie!

Caspita Laura...

dario ha detto...

Sexy, credo di andare fuori tema, ma sopportami, son fatto cosi'! :-)

Quello che non riesco proprio a capire (nel senso che non riesco ad immaginare me stesso in quella situazione), e' il rifiuto del proprio corpo. Voglio dire, io questo corpo ho, non un altro, ed e' difficile immaginare di averne un altro senza provare in prima persona l'alternativa. Il mio io e' costituito anche dal corpo in cui si trova. Rifiutare il corpo non e' come rifiutare l'io, la qual cosa si contraddice?

Il fatto e' che non credo che un intervento di chirurgia estetica riesca a sostituire un corpo. Al piu' lo modifica, appunto, esteriormente. Quindi se il rifiuto e' per il corpo, e non per il suo aspetto estetico, com'e' possibile che l'intervento risolva il problema?

Detto questo, ripeto, non sto dando un giudizio morale. Sto solo cercando di capire la questione, che, piu' ci penso, piu' mi risulta difficile.

Sexybility ha detto...

Capito, ho capito che non si tratta di un giudizio, ma secondo me la questione è semplice, ti dico in soldoni come la penso io: se ti senti uomo ma al centro delle cosce hai una voragine e in più hai pure le tette, ciò ti porterà a sentire il corpo non tuo. Stesso ragionamento al contrario, ti senti donna ma hai peli dappertutto e il pene. Non saresti molto a tuo agio :)

dario ha detto...

Scusa se sono logorroico, ma e' la mia natura.

il fatto e' che voragini, tette, peni e peli continuo a vederli come aspetti "estetici", se pur importanti.
Forse semplicemente perche' quando penso a me stesso, non posso dire di vedermi come "uomo" o come "donna". Mi vedo semplicemente come "dario", e il mio essere maschio ha lo stesso valore epistemologico dell'essere biondo, ciccione o astigmatico.
Naturalmente nulla mi vieta di farmi correggere le cornee, mettermi a dieta, tingermi i capelli o cambiare sesso. Ma non riuscirei in ogni caso a considerare queste tendenze alla stregua del rifiuto del mio corpo.

Sexybility ha detto...

Il problema non è personale o esistenziale, è sessuale.