lunedì 13 agosto 2012

La linea d'ombra






Speciali, come solo le stazioni in riva al mare sanno essere,
tipo questa nella foto, che è quella della mia città.
Mi offrono un incarico di responsabilità,
ripeteva Lorenzo in una canzone ispirata al romanzo
La linea d'ombra di Conrad.
L'ho letto, credendo che mi dovesse dire qualcosa,
parla di un giovane comandante cui è affidata una nave che
versa in gravi condizioni.
A me invece un professore ha proposto un dottorato,
ossia di partecipare ad un bando che uscirà a breve
per poi fare l'esame più in là.
Non c'è nulla di scontato.
Ma dovrei tornare a casa,
"Tornare è umiliante" è stata la prima cosa che mi disse
mio padre, quando a diciotto anni dissi di voler andare via.
Incoraggiante vero?
Un dottorato di tre anni, a fronte dei contratti che si usano
adesso, della durata di pochi mesi.
Inevitabile chiedersi cosa fare di questi anni passati
a rincorrere il mondo dell'arte e delle mostre, tra master,
scatoloni, traslochi, amicizie tra coinquilini, viaggi,
tanti viaggi, tante splendide città...in un paese che tratta i suoi beni
culturali come un giardino da cui non vuoi estirpare le erbacce.
Come va la vostra estate?
Io niente uccelli finora, mi sono accontentata del Calippo.
Mi devo rifare.

9 commenti:

Insight ha detto...

Per quel che riguarda uccelli non saprei che dire, Passera mi pare un ministro ora...

UnLupoinToscana ha detto...

Al tempo avevo pensato anche io alla possibilità di un dottorato, ed anche ora, finito un mio percorso di studi, non disdegnerei. C'è da dire che, salvo gratificazioni personali e qualche facilitazione a livello curriculum, ha un senso più che altro in vista di una carriera universitaria che - sappiamo - implica appecoronamenti e compromessi che hanno poco del godurioso come lo intendiamo noi.
Insomma, non so davvero quanto possa servire a livello curriculum. Ma abbandoniamo il curri e passiamo al culum. Davvero dispiaciuto da questa mancanza di volatili pulsanti e calipposi. Il che sollecita la mia indole di buon samaritano.

Carrie ha detto...

Accetta il dottorato, è un'esperienza in più e poi sono tre anni, come disprezzarli dati i tempi che corrono?!
Vacanze quasi nulle quest'anno e sesso in stand-by, causa partenza del mio partner per quattro lunghi mesi di lavoro in Afghanistan, poteva forse andarmi peggio????!!!

Who is? ha detto...

Quel romanzo di Conrad è meraviglioso, uno dei ricordi letterari più belli che mi rimangono impressi nella mente. Una volta vidi anche un film di Wajda basato su questa storia. Bello.

Il dottorato di ricerca oggi è un azzardo, se vuoi farlo assicurati che sia contestualmente ad un lavoro manuale, perché poi non è detto che tu faccia la carriera accademica. Certo, se hai l'appoggio di un professore è una gran bella opportunità.

Tuo padre ha ragione... nei Malavoglia si diceva "Chi se ne va dal paese è meglio che non ci torni più". Io, al paese, dopo 6 anni ci sono ritornato ed ora ho voglia di non tornarci mai più (per vivere, si intende)... nulla è come l'avevo lasciato.

La mia estate è il vivere alla giornata. Il continuo tentativo di crearsi delle opportunità. Impresa ardua per i tempi che corrono...

Sexybility ha detto...

Passera xDDD Insight! xDD Oddio che ridere! a me piace pensarlo con l'accento sulla A, Passerà!

ahi Carrie, l'astinenza è brutta, :(

E invece, caro Who is, da me le cose non cambiano mai xD Bella la tua estate :)) Hai letto Conrad? è bello quel romanzo, anche se non tra i miei preferiti. I Malavoglia mi ha avvinto di più, pensa un po'... :)

Who is? ha detto...

Senza troppa vergogna, a me I Malavoglia piacciono da morire... :)

Sexybility ha detto...

Idem! da piccola avevo giurato a me stessa che non l'avrei mai letto. Poi all'università ho dovuto. Mi è piaciuto da morire!

Who is? ha detto...

Ti ringrazio, oggi hai alzato il mio livello di autostima (visto che di solito tutti dicono: "I Malavoglia? Eccheppalle, che noia che sei, ecc.) Mi piacciono soprattutto i proverbi, la saggezza popolare che quel racconto esprime, sono cose che mi riportano in parte alla mia realtà, in un certo senso è l'archetipo di società in cui sono vissuti i miei nonni e che è ancora vivo nei loro racconti.

Cara, non c'è che dire... far alzare le cose ti riesce proprio bene! :P

Sexybility ha detto...

ahahahah!! Grazie, ti adoro *_*
A me piace sentirci la voce di un popolo, di una generazione. E poi mi ha proprio avvinto, mi ha tenuta incollata al libro!