lunedì 28 settembre 2015

Le mani in gola | #Mojito





Le prime ore dietro al bar profumano di menta un po' di più,
arriva a mazzi e tocca a me sistemarla.
Poi la pesto tutta la sera, con lo zucchero di canna,
l'odore del rum esala forte, il rito è sempre lo stesso.

In questo locale un po' vintage di Monti a Roma,
il mojito è una specialità.
Stasera torno al lavoro con dei bei pensieri in mente
e una piacevole sensazione tra le cosce.

Ieri ho preparato cinquantatré cocktail
sotto gli occhi discreti di un ragazzo che
beveva birra. 

Sembra stare bene da solo,
viene al locale da un po' e riserva
una battuta gentile per chi gli siede accanto,
per me e i miei colleghi.

Dopo il turno mangio sempre un ghiacciolo
fuori del locale, seduta su dei gradini.
Ieri notte, mentre succhiavo ghiaccio 
al sapore di limone, l'ho visto 
salire a cavalcioni della sua vespa blu.
Mi ha guardata, si è fermato ad attendermi.

Ho esitato, lo ammetto, ma poi mi sono alzata
da terra, ho fatto i quattro passi che mi separavano 
da lui e sono salita sulla vespa, in silenzio;
gli ho cinto la vita con le mani, mentre con uno scatto
spingeva verso il basso per accendere il motore.

Mi ha portata nel suo piccolo monolocale che si affaccia
su un terrazzino pieno di piante,
sentivo ancora odore di menta.
Dappertutto.

Mi ha assaggiata piano, al buio, non prima di aver 
percorso tutto il mio corpo con le mani,
per spogliarmi e accarezzarmi.

Un fremito, potente.

Ero tesa verso il piacere.
Ha cominciato a scoparmi,
colpi di bacino lenti e decisi,
e mentre godevo ha posato le mani
sulla mia gola, per poi stringerla con 
una lieve pressione.




Da bambina, quando volevo venire in fretta,
trattenevo il respiro.

giovedì 17 settembre 2015

Questa è l'intimità





Qualche sera fa mi trovavo a San Lorenzo, 
un quartiere romano un po' malfamato.
Frequentato da giovani universitari,
è disseminato di locali e di ragazzi che
a ogni angolo ti chiedono se vuoi del fumo.

Me ne stavo in questa vineria a bere un bicchiere di bianco
- è tutta l'estate che bevo vino bianco -
accanto al mio tavolo c'erano due donne
sedute davanti a uno spritz
e un tripudio di olive, arachidi
e patatine.

Una di loro parlava a voce alta, gesticolava animatamente
 e quando ho prestato ascolto alla sua voce
ho sentito (tutti hanno sentito):

... questa è l'intimità, il tuo uomo che, quando
tornate a casa, ti toglie le mutandine
e se le porta al naso. Poi le butta via e ti lecca
la fica fino a farti venire, senza che tu vada prima al bagno.

Questa è l'intimità, è il tuo uomo che ti guarda
venire, e che mentre viene ti dice "guardami,
guarda cosa mi fai".

Questa è l'intimità, è evitare di nascondere le proprie
paure e mostrarle all'altro come mostri il tuo orgasmo.

Questa è l'intimità, è il tuo uomo che si addormenta
con la faccia fatta dei tuoi umori; intimità vuol dire
non togliere via i rispettivi umori dal
viso, prima di baciarsi.

Questa è l'intimità, ripeteva come un mantra.
Questa è l'intimità.

E chi sedeva ai due o tre tavoli vicino al suo,
alla fine ha applaudito.

mercoledì 12 agosto 2015

L'amante con cui svaniscono i tabù



C'è questo bellissimo video, 
La filosofia del sesso orale di Alain de Botton, 
che in due minuti e mezzo mi ha dato più spunti di riflessione
di molte altre cose che io ricordi.

Ad esempio descrive benissimo il modo in cui
più cresciamo, più cominciamo a vergognarci della nudità 
o ci sentiamo in colpa se ci tocchiamo per darci piacere.

Ma resta sempre in noi la necessità di essere accettati
per ciò che siamo.

Questo ha a che fare col sesso orale:
si tratta di qualcosa che non faremmo con qualcuno
che non ci piace, lo troveremmo disgustoso.

"Ma, con la persona giusta, quando il disgusto
potrebbe essere al massimo, proviamo solo
accettazione, accoglienza e consenso",
dice de Botton nel video.

Ed è esattamente così,
ma mi ha fatto pensare ad altro.

Non è necessario provare disgusto 
per non desiderare certe cose:
anche se qualcuno ci piace potremmo rifiutare 
l'idea di condividere con quella persona
alcune esperienze sessuali.

Per esempio, sebbene anni fa mi piacesse un ragazzo,
mi disgustava vederlo eiaculare o rifiutavo
anche solo l'idea che mi penetrasse da dietro,
cose che invece in seguito con qualcun altro mi hanno
resa sessualmente molto appagata.

L'esperienza più bella consiste nel vivere
quei momenti in cui ti trovi a letto con qualcuno
e, attimo dopo attimo, scopri che con quella persona
ti piace fare molto di più di quello che pensavi;
il tuo universo sessuale si arricchisce di esperienze
di godimento che non credevi di poter sperimentare.

Pensavi non ti piacessero quelle cose e che non ti 
avrebbero mai fatto godere.
Invece poi trovi la persona che, facendo proprio quelle cose,
ti procura orgasmi epici.

E sembra che le sue mani siano state fatte apposta
per plasmare il tuo piacere; è una questione 
chimica, non ci sono altre spiegazioni.

Non è che non ci piacciono certe cose,
è che fatte con alcune persone diventano irrinunciabili
per il modo in cui proprio loro
le fanno, ovvero in un modo così splendido
da portarci in un soffio oltre i nostri tabù.

venerdì 17 luglio 2015

Spagnola e schiaffetti sui capezzoli | Video



Vi lascio il link di un video che a me piace molto,
in cui una coppia fa delle cosine deliziose.
Anzitutto una gloriosa spagnola,
che secondo me gli uomini devo amare molto
con chi ha le tette giuste, s'intende.
Non c'è il finale a spruzzo, ma giusto perché
il video continua.

Intraprendente e sfacciato, il ragazzo,
le pianta due schiaffetti decisi sui capezzoli,
che vista così sembra una figata;
io non li ho mai provati e mi sto chiedendo 
se al posto di lei godrei abbestia o se gli allenterei
un cazzotto per il dolore.

Ancora non lo so, ho i capezzoli 
parecchio sensibili, pure troppo.

Ma è bella l'idea di poter sperimentare
sempre qualcosa di nuovo, a letto.

Non vi dico altro,
godetevi questi due, 
io li adoro.

lunedì 13 luglio 2015

La questione dello scopamico





Elena sta per laurearsi e attualmente non capisce
un cazzo del 90% delle cose che fa.
C'è questo ragazzo, che le piace da anni,
non riesce più a guardare nessuno senza
provare indifferenza, lei vuole solo lui,
non c'è spazio per altri uomini.

Lui, irraggiungibile, stronzetto, alla ricerca
di non si sa cosa, non lo sa nemmeno lui,
come può saperlo?
Ma si sente solo.

Lei anche.
Le sue amiche si sono laureate tempo fa 
e sono volate verso altri lidi, ha solo
questa mezza pazza con cui confidarsi.

Mi racconta del suo desiderio per lui.
Vorrebbe che fosse un'amicizia,
perché quando ci ha fatto sesso si è solo
incasinata i neuroni, tutti.
Ma quando lui si passa la mano tra i capelli,
quando lo vede arrivare tra la gente,
mentre la cerca con lo sguardo e non la vede,
quando parlano di sesso, quando lui la guarda
e lei si volta quasi subito perché non riesce
a reggere quello sguardo senza sembrare un pesce lesso,
contiene a malapena il desiderio 
entro i confini del pensiero amichevole,
ripetendosi che non è la persona per lei.

Lui è bello e quando si stende sul letto di lei 
con pretesti stupidi, quando le fa capire 
che farebbe sesso con lei,
la fatica è troppa.
La vagina urla "cosacazzo me ne frega del tuo amor proprio,
qui abbiamo altre esigenze", lei si chiede cosa è meglio fare.

Come funziona con lo scopamico?
"Scopiamo, alzati e vattene", le dico,
queste sono le regole.
Ti viene in mente una cosa romantica
da fare con lui? Non farla.
Fate sesso? Non sentitevi il giorno dopo.
Non coccolatevi dopo l'orgasmo.
Non guardare le vostre foto.
Poi, chi può dirlo?
A volte per le donne fare sesso è come 
una roulette russa emozionale.

E poi?
Le chiacchierate che fine fanno?
Le birre amichevoli?
I pomeriggi a sparare cazzate?
Quel clima di confidenza assoluta che si era creato,
che fine fa?

Il desiderio urla ed è difficile da contenere.
Prima o poi i due sessi completeranno quel viaggio
magnetico che hanno intrapreso, l'uno verso l'altro,
no matter what.

L'attesa è finita, veniamo in pace.