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venerdì 22 gennaio 2016

Blow job teachers





Mi piace ricordare il modo in cui
ogni uomo con cui sono stata 
voleva che lo succhiassi.

C'è stato chi voleva lo stringessi molto forte,
specie alla base,
c'era chi adorava che leccassi
la cappella tutt'intorno,
come fosse un girotondo,
 c'era chi voleva che succhiassi le palle
e chi nelle palle soffriva il solletico.

C'era chi voleva che indagassi l'ano 
con le dita,
chi voleva che le infilassi dentro,
chi minacciava cazzotti se mai ci avessi provato
e chi avrebbe voluto
ma lo ha taciuto.

C'è stato chi voleva che massaggiassi
le palle,
chi voleva invece che toccassi
sempre il perineo con le dita umide,
chi quando veniva dovevo stare ferma
e chi invece diceva "continua continua".

Ma sempre, sempre, la costante è lo stronzo
pelo in gola.

A me gli uomini hanno 
insegnato tanti modi per fare i pompini,
rivelandomi i loro gusti,
guidandomi con le mani,
o lasciando che lo scoprissi.
Giocando.

sabato 17 ottobre 2015

Un bicchiere di vino per me sola




Vi capita mai di uscire da soli, sedervi da
qualche parte e concedervi una cosa da bere?
La mia coinquilina è astemia, studia,
ha freddo, è stanca, e così se mi gira di uscire
last minute mi ritrovo spesso da sola.

Giorni fa sono andata in un locale
che ho scoperto da poco, piccolo, accogliente
e bellissimo, dove ho notato sin da subito
la gentilezza del personale.

Adoro sedere al bancone, quando vado lì
lo faccio sempre. Se ti siedi al bancone non 
ti va poi così tanto di isolarti.
L'altro giorno,
ispirata dalla copertina col bicchiere Martini, ho portato
con me La tregua di Mario Benedetti,
visto che stavo andando in un bar. Che fantasia, eh?

Ho sorseggiato del vino rosso e per un'oretta
mi sono immersa nella lettura
come non succedeva da giorni.
Succhiavo olive bianche, rosicchiavo bruschette
e sorbivo vino, prima di cena.

Ce n'è qualcuno tra voi?
A me ispirano racconti, i bartender.
Vi piacerebbe leggere racconti zozzi su
qualcuno che sa preparare un cocktail come 
si deve?

giovedì 17 settembre 2015

Questa è l'intimità





Qualche sera fa mi trovavo a San Lorenzo, 
un quartiere romano un po' malfamato.
Frequentato da giovani universitari,
è disseminato di locali e di ragazzi che
a ogni angolo ti chiedono se vuoi del fumo.

Me ne stavo in questa vineria a bere un bicchiere di bianco
- è tutta l'estate che bevo vino bianco -
accanto al mio tavolo c'erano due donne
sedute davanti a uno spritz
e un tripudio di olive, arachidi
e patatine.

Una di loro parlava a voce alta, gesticolava animatamente
 e quando ho prestato ascolto alla sua voce
ho sentito (tutti hanno sentito):

... questa è l'intimità, il tuo uomo che, quando
tornate a casa, ti toglie le mutandine
e se le porta al naso. Poi le butta via e ti lecca
la fica fino a farti venire, senza che tu vada prima al bagno.

Questa è l'intimità, è il tuo uomo che ti guarda
venire, e che mentre viene ti dice "guardami,
guarda cosa mi fai".

Questa è l'intimità, è evitare di nascondere le proprie
paure e mostrarle all'altro come mostri il tuo orgasmo.

Questa è l'intimità, è il tuo uomo che si addormenta
con la faccia fatta dei tuoi umori; intimità vuol dire
non togliere via i rispettivi umori dal
viso, prima di baciarsi.

Questa è l'intimità, ripeteva come un mantra.
Questa è l'intimità.

E chi sedeva ai due o tre tavoli vicino al suo,
alla fine ha applaudito.

lunedì 13 luglio 2015

La questione dello scopamico





Elena sta per laurearsi e attualmente non capisce
un cazzo del 90% delle cose che fa.
C'è questo ragazzo, che le piace da anni,
non riesce più a guardare nessuno senza
provare indifferenza, lei vuole solo lui,
non c'è spazio per altri uomini.

Lui, irraggiungibile, stronzetto, alla ricerca
di non si sa cosa, non lo sa nemmeno lui,
come può saperlo?
Ma si sente solo.

Lei anche.
Le sue amiche si sono laureate tempo fa 
e sono volate verso altri lidi, ha solo
questa mezza pazza con cui confidarsi.

Mi racconta del suo desiderio per lui.
Vorrebbe che fosse un'amicizia,
perché quando ci ha fatto sesso si è solo
incasinata i neuroni, tutti.
Ma quando lui si passa la mano tra i capelli,
quando lo vede arrivare tra la gente,
mentre la cerca con lo sguardo e non la vede,
quando parlano di sesso, quando lui la guarda
e lei si volta quasi subito perché non riesce
a reggere quello sguardo senza sembrare un pesce lesso,
contiene a malapena il desiderio 
entro i confini del pensiero amichevole,
ripetendosi che non è la persona per lei.

Lui è bello e quando si stende sul letto di lei 
con pretesti stupidi, quando le fa capire 
che farebbe sesso con lei,
la fatica è troppa.
La vagina urla "cosacazzo me ne frega del tuo amor proprio,
qui abbiamo altre esigenze", lei si chiede cosa è meglio fare.

Come funziona con lo scopamico?
"Scopiamo, alzati e vattene", le dico,
queste sono le regole.
Ti viene in mente una cosa romantica
da fare con lui? Non farla.
Fate sesso? Non sentitevi il giorno dopo.
Non coccolatevi dopo l'orgasmo.
Non guardare le vostre foto.
Poi, chi può dirlo?
A volte per le donne fare sesso è come 
una roulette russa emozionale.

E poi?
Le chiacchierate che fine fanno?
Le birre amichevoli?
I pomeriggi a sparare cazzate?
Quel clima di confidenza assoluta che si era creato,
che fine fa?

Il desiderio urla ed è difficile da contenere.
Prima o poi i due sessi completeranno quel viaggio
magnetico che hanno intrapreso, l'uno verso l'altro,
no matter what.

L'attesa è finita, veniamo in pace.



lunedì 6 luglio 2015

Scopare con Tinder





Ultimamente per lavoro mi ritrovo a contatto
con persone che poi mi raccontano la loro vita sessuale,
inevitabilmente.
Ho smesso di chiedermi il perché.

Mi sono ritrovata in casa di questa ragazza,
la mattina presto, mentre rifà il letto
dopo una notte di sesso;
mi ritrovo spesso in situazioni ad alto 
contenuto di confidenze erotiche,
che a me piacciono moltissimo
perché osservo senza giudicare,
imparo sugli altri cose piccanti,
e forse anche su di me.

C'è questo ragazzo poco più che trentenne 
a cui piacciono le 35enni e 
le quarantenni, sarà un cliché?
Sì.

Comunque si scocciava ad aspettare il fato per conoscerle
e allora si è iscritto su Tinder.
Cos'è Tinder? Un'applicazione che si può scaricare sul proprio
telefono per geolocalizzare le persone vicine a noi,
una specie di geografia della scopata possibile.

Arrivo tardi, lo so, ma a me piace la vecchia maniera
per trovare qualcuno, tipo fare esperienze concrete,
venire a contatto fisicamente, prima che virtualmente, con qualcuno e
non scorrere su una lista di foto per capire chi mi scoperei.
Dico così, a naso e senza aver mai provato a usare Tinder.
A quanto ho capito si iscrivono persone 
normalissime, piacenti, non è il covo
virtuale dei disperati, ecco.

Nel giro di qualche settimana questo ragazzo ha conosciuto ragazze
italiane e straniere, fatto esperienze sessuali notevoli
e soddisfatto le sue fantasie. 
Non ha incontrato casi umani, che io sappia non ha 
contratto malattie sessualmente trasmissibili,
non l'hanno picchiato né sodomizzato.

E voi? L'avete usato?
Cosa ne pensate?
È il modo più veloce per 
trovare il piacere a due passi da casa?
Come vi piace imbattervi in qualcuno?
Sono curiosa.

martedì 30 giugno 2015

Capire il maschio






Non è impossibile, giuro.
Dopo aver accumulato un po' di esperienza
e soprattutto dopo essermi confrontata
con altre ragazze, sono arrivata a una conclusione ovvia
che però abbiamo sempre bisogno di tenere a mente.

L'uomo, in quanto tale, ragiona in termini molto semplici
e diretti, siamo noi che cerchiamo 
nei suoi comportamenti
un sottotesto, dei segnali e un non detto da capire.

Quando gli uomini non parlano chiaro cerchiamo
 di interpretare quello che fanno,
quello che dicono, quello che scrivono,
quali faccette usano
come fossero geroglifici, cerchiamo
un senso in ogni cosa, quando in realtà
basterebbe guardare ai dati di fatto.

Chiacchieriamo di tutto.
Ok, ma poi quando dovete uscire ti dà buca.
Stiamo benissimo insieme.
Ok, ma non ha mai nemmeno provato a baciarti.
Eh sì, ma forse è perché è stressato o ha paura di
rovinare l'amicizia.
No, è perché non gli tira abbastanza l'uccello,
altrimenti vedi se non ti rivoltava come un calzino.

È più o meno questo il tenore delle conversazioni
che ho in questi giorni con una ragazza che
ho conosciuto per lavoro.

Parlo così perché la diretta interessata
non sono io, altrimenti anche io pipperei abbestia
i neuroni a uno a uno, non sono diversa in questo,
ma vedo che è terribilmente snervante
tutto questo continuo interpretare, 
questo lavorio continuo della nostra mente 
su particolari che per gli uomini non sono niente, davvero.
Ruba le energie e invece quelle andrebbero 
spese in altri modi.
Ci siamo capiti.

Ciao.

martedì 21 aprile 2015

Questione di stronzaggine maschile






Insomma ero per strada, col mio bel muffin al triplo cioccolato,
avevo appena finito di formulare un pensiero che suonava così:
Quale problema un muffin non può alleviare almeno un po'?
Sono passata davanti a due ragazzi che hanno detto:

Un muffin... saranno carenze d'affetto!

Io mi sono limitata a girarmi e guardarli male,
ho continuato a masticare, piuttosto che urlare:

E invece voi sempre troppe seghe, eh?

Ho pensato che urlare così non fosse appropriato per una ragazza.
Sarà che è un brutto momento, sarà che oggi è una ricorrenza
che mi mette tristezza e il tempismo di quella battuta
non è stato proprio ideale,
ma a volte gli uomini sanno essere proprio stronzi.

Esattamente come noi donne.


venerdì 17 ottobre 2014

Manifesto contro l'angelo del focolare




"Angelo del focolare" è una contraddizione in termini,
da secoli al focolare ci stanno le streghe, 
quelle che conoscono antichi rimedi ed erbe del bosco.

Io non sono l'angelo del focolare, anche se mi piace cucinare,
lascio sfrigolare la cipolla a lungo,
ma non lavo vetri e non so quale detersivo
serva per questo o per quello.

Non so come si smacchiano i tessuti e stiro maluccio,
preferisco prenderlo in bocca.

Appena tornata a casa mi piace mangiare bene e scrivere,
non mi va di pensare alla lavatrice.

Non è l'ideale, ma sono fatta così.

mercoledì 8 ottobre 2014

Il vampiro delle fantasie sessuali




E' vero che si interessa a me,
mi chiede come sto, parliamo a lungo 
delle mie pippe mentali, dei miei problemi concreti,
ma poi arriva sempre il momento in cui tira
fuori il bisturi e mi interroga in modo puntuale 
sulle mie fantasie sessuali.

Oppure non si interessa affatto a me, 
frequentiamo la stessa realtà virtuale e un giorno gli 
viene in mente di indagare sulle mie fantasie sessuali,
mentre si tocca. 

Ecco, per me questi sono come parassiti,
si nutrono di fantasie sessuali altrui,
senza alcun rispetto.

Cos'hai pensato l'ultima volta che ti sei masturbata?
Faresti una cosa a tre?
E come ti comporteresti, che faresti?

Sono uomini morbosi e tristi,
perché senza fantasia.

lunedì 17 febbraio 2014

Io come uomo e tu come donna





Io poltrivo a letto, tu in cucina a fare colazione.
Quando mi sono alzata con gli occhi pieni di sonno
sono venuta ad affondare il naso nel tuo collo,
mentre lavavi i piatti.
E c'era l'odore della tua pelle, 
io non credo possa mentire,
se mi piace così tanto ci sarà un motivo;
e poi c'era la tua vita e io che la cingevo
così bene, per tenerti stretto;
e poi c'era il tuo pigiama e io lo so
che non porti niente sotto.
Allora ho preso a toccarti, a stringerti, 
a muovermi contro di te. 
E poi c'era che mi mancavi, 
così quando finalmente ti sei girato verso di me,
coi miei nuovi muscoletti da palestra,
ti ho trascinato verso il letto,
mentre camminavi all'indietro e
perdevi le pantofole come quella lì,
come si chiama, quella che perde la scarpa.
Allora ti ho baciato dappertutto
e poi sì, sono scesa giù.
I ruoli invertiti mi piacciono.

mercoledì 16 ottobre 2013

Oh merda, sono casalinga



Ecco, questa è la mia cucina, qualche sera fa.
Sono una casalinga.
Faccio una torta al cioccolato soffice
come una nuvola, poco fa ho quasi stirato
una sua camicia, metto a posto le sue cose
mentre è al lavoro.
Faccio ottimi pompini,
ma sono una casalinga.
E' stato bello.
 :)

mercoledì 9 ottobre 2013

Le foto sexy di Rebecca Tillett | Arte


Rebecca Tillett

Mi spreco su Linkedin, per riuscire a riassumere
quello che cazzo so fare.
So fare tante cose: scrivo di letteratura per un blog in vista,
ho esperienza come organizzatrice di eventi culturali,
ho studiato per lavorare in realtà museali,
so cos'è la gestione integrata di un territorio,
sto imparando a creare eBook,
ma mentre sono di nuovo in cerca di lavoro
un novello ingegnere viene a dirmi che
lo vogliono assumere per scrivere i contenuti
di un blog "d'arte".
"Riesci ad immaginare uno più inadatto di me?"
- mi scrive -
"io, che non so distinguere un fontana da un'esplosione dei pantaloni".
Sei intelligente, puoi fare quello che vuoi,
gli dico senza dissimulare troppo la rosicatio.
E nel frattempo mi fioccano mille idee per quel blog.
Penso a quanto mi piacerebbe fare una cosa del genere. 
Pagata.
Nel frattempo guardavo le foto in mostra da Mondo Bizzarro,
una galleria bizzarra di Roma, che espone le foto di Rebecca Tillet.
Padre suicida, madre cameriera.
Riuscite ad immaginare un'artista più dannata di questa?

Rebecca Tillett

venerdì 4 ottobre 2013

L'ho fatto



Da una settimana convivo.
Non starò qui a raccontarvi di sesso a tutte le ore, ché ho
avuto il ciclo più lungo della storia e non so perché
mi si infiamma tutto là sotto quand'è così.
Comunque ho capito che "casa" è l'odore della sua pelle,
specie in viso, vicino alle labbra.

Questo cambiamento si potrebbe riassumere in due frasi:
Sono felice, ho una paura fottuta.
Ciao.

Ah, P.S., a casa ho la pasta Balilla,
ma sono le ultime confezioni, giuro.
 

giovedì 23 maggio 2013

Il luogo comune della modella stupida?



Ecco, il peggio che può capitare ad una donna
 con un minimo di intelletto, è essere trattata come una pezza 
da una ex modella stupida. 
Lavoro in un'agenzia di moda, 
lei è straordinariamente avvenente, 
è il nostro capo, ci segue, 
quel poco di cervello che ha lo usa 
per inventare immani cazzate
 per vendere prodotti validi e onesti, alla fine.
Ora, se non fosse la volubilità in persona sarebbe bello.
Un po' di settimane fa, quando sono arrivata, era tutta per me.
Sarai la migliore, diceva.
Poi, dopo un viaggio programmato da secoli
 e una faringite che mi ha impedito di parlare e quindi di lavorare, 
a stento mi saluta. 
Anzi, stamattina nemmeno quello, 
sono diventata la donna invisibile. 
Prima era tutto un apprezzamento sul mio modo di vestire, 
su quanto mi sta bene il rosso, una sviolinata continua; 
ora non mi considera.
È una che, quando parlo, mima con le labbra le mie parole 
e rimpicciolisce gli occhi per capire cosa dico; 
è una che si scorda in fretta cos'aveva da dire; 
è una che se le fai un ragionamento troppo complicato
 lascia cadere il discorso; è una che dice una parola per un'altra; 
è una che, quando suo marito le chiede un figlio,
 lei prende l'ennesimo cane. 
È divertente, l'ho sempre pensato, anche se
non credevo che il luogo comune della modella
stupida potesse tradursi in realtà così fedelmente.
Certo forse ora che mi ha aggiunta su Facebook 
ha capito che non c'entro un emerito cazzo con il mondo della moda, 
non faccio che pubblicare contenuti di politica,
 di letteratura, di storia dell'arte, di musica molto lontana dal suo amato rap, 
quindi probabilmente può pure capire che sono in quest'agenzia 
esclusivamente perché non ho alternative, in pratica. 
Preferirei fare la commessa in libreria 
(anzi da tempo è una vera e propria aspirazione),
o il mio adorato corso di correttore di bozze,
piuttosto che agghindarmi come una bambolina tutti i giorni 
e andare a lavorare a provvigioni. Sì, a provvigioni.
Forse, se i criceti corrono in fretta sulle rotelline del suo cervello, 
capirà pure che, del suo giudizio, della sua mancata benevolenza, 
del suo disinnamoramento, m'importa veramente poco.
Ma mi rode il fatto che per non dipendere dai genitori
una debba sopportare un trattamento del genere 
da una così,
solo perché è stata male e non è riuscita a vendere.
Diceva che io ho un lato del carattere stronzo,
lo devi tirare fuori, mi ripeteva. 
Eccolo qui.

giovedì 2 maggio 2013

Sexy London!

Cosa ci faceva Sexybility da Ann Summers?
Sí sí, quel negozio un po' erotico, che vende corpetti o reggiseni splendidi come quello in foto...non so voi ma io a questa modella qui non la farei tornare a casa così composta.
Quelle cose sui capezzoli sono semplicemente un feticcio per me
- il vedo non vedo dei seni -
un feticcio di quelli da slip inumiditi di brutto, di quelli da formicolio persistente in mezzo alle gambe.
Ebbene, curiosavo.
Curiosavo tra manette morbide e vestiti sexy da infermiera, o da marinaretta; curiosavo tra un cult, per chi ama Sex and the City: the Rabbit. Com'è possibile che il vibratore più famoso e venduto non si chiami 'lo stallone'? The rabbit è la risposta. Con le orecchiette stimola il clitoride? Me lo auguro, penso.
E schiere di lubrificanti tutti i gusti, frustini e copie di 50 sfumature di grigio che mi hanno fatto passare un po' la voglia.
Però qualcosa ho comprato.
Una delle mie fantasie erotiche recenti. Non vi dirò cos'è, perché il mio uomo mi legge.
Quindi, col vostro permesso, prima lo accolgo tra le mie gambe, e poi vi racconto.



sabato 27 aprile 2013

Sexy a sinistra




Non esistono più i 25 aprile di una volta.
Quelli in cui sentivi i valori di sinistra.
Oggi inciuci dappertutto e il paese va a puttane, ma godono in pochi.
E mentre cerco di capire se il lavoro che ho trovato fa per me, mentre penso che forse per andare via dall'Italia è tardi, faccio l'amore con te - più orgasmi in una volta sola - non mi è mai sembrato così intimo. E sembra della forma perfetta, il tuo sesso, la forma del mio ti fa impazzire, mi dici, e io che penso che le fighe non sono tutte uguali.
Ti sento venire, ancora e ancora, i tuoi umori mi rimangono dentro, ancora per un po', ché sto partendo per Londra e mi mancherai.

sabato 13 aprile 2013

Pensavo fosse amore e invece era un ritardo

No, non nel senso del ciclo,
quello ce l'ho.
Intendevo piuttosto un ritardo
Nell'esprimere i propri sentimenti.
Ovvero parlavo degli ex che, dopo che
li hai lasciati, dopo che hai incontrato
qualcuno di cui sei molto innamorata
improvvisamente si svegliano.
'Ah, ma io sono innamoratissimo'.
Bene, mi fa piacere.
Ed esattamente, dove cazzo eri
quando ti chiedevo di dimostrarlo?
Ora il mio ex 'innamoratissimo' di me
si trova casa della sua ex a villeggiare.
In Svizzera.
Direi che mi è andata bene.
Ora non sto con un ritardo, ma con qualcuno che mi ama.
Adesso.


mercoledì 20 marzo 2013

Una Sexy talent scout? | Il punto di vista bisex




Io non so come ci sono finita,
per caso, penso, ma il caso non esiste.
Insomma mi ritrovo con un bel po' di ragazzi giovani
a fare la talent scout per volti nuovi,
o almeno ci sto provando.
Vado in un'agenzia di moda e spettacolo per cercare lavoro
 come comparsa e mi prendono per un periodo di formazione.
Vabbé.
Dopo due giorni mi ritrovo a parlare di negozietti
di sex toys al Pigneto e pompini coi miei colleghi
e non ho preso io l'argomento, ché all'inizio sono una
timidona del cazzo.
E' il mio destino, è la mia aura, penso,
le cose sporche.
Uno dei miei colleghi sembra palesemente omosessuale,
in realtà è bisex.
E parla con una tale nonchalance di sé e dei cazzi suoi,
se ha scopato o no, tipo, che mi lascia sorpresa.
Ieri ci rivela che ha tanta voglia di innamorarsi,
mentre parla di com'è farlo con una donna
- "la figa mi piace, ha un odore, un sapore,
ok, sono d'accordo, ma se esco un lunedì con una donna,
so che non me la darà quella sera, so che dovrò aspettare almeno
tre appuntamenti e io voglio tutto e subito.
Tra noi uomini è tutto più semplice per questo:
sappiamo cosa vogliamo, e il sesso
è più selvaggio". 
Io mi dico: "CI HO il post per domani".

E mentre mi sento la fiducia dei colleghi addosso,
come una carezza affettuosa, mentre cerco di capire
se questo lavoro fa per me, c'è una voce insistente,
primitiva e ingenua,
 che mi chiede "ma dove sono i libri in questo lavoro?"
"come fa questa gente a vivere senza?".
Allora torno a casa in metro, libro alla mano,
e mi dico che devo prendere la vita
 un po' più easy, porca trottola:
non è detto che se non sono ancora arrivata 
dove volevo non ci arriverò mai.
Giusto?

martedì 12 marzo 2013

Donne bigotte | La foca monaca eccita di più



Bene.
Ora che la zoccola spagnola si è levata dai
miei attributi, mi sono accorta che la nuova coinquilina
ha le cosce incrociate. 
Io parlo spesso di sesso, è vero, ma lei è un po' bigotta.
Stasera diceva che un suo amico ha progettato 
l'anello vibrante della Durex.
Bene.
Pensava fosse un anello che dovesse usare la donna, non
uno che va messo alla base del pene.
Poi il mio coinquilino mi ha chiesto se avessi qualche film
e gli ho dato Hysteria, quello sulla storia del vibratore.
Non vi dico che faccia ha fatto lei, ha guardato
lui cercando di non scoppiare a ridere.
E così ho consigliato a lui di
di regalargliene uno,
(così magari si calma un po')
e lei: "Ma io non sono un'assetata di sesso". 

Voleva offendermi.

Voleva dirmi che io sono una sporca assetata di sesso.
Non ha capito che di questa cosa sono felice.
E ho taciuto il fatto che in questi giorni
non faccio altro che aprire le gambe a Mr. Micia,
non faccio che prendermi il suo coso là in mezzo
e godere come una pazza.
Io sì, sono un'assetata di sesso, non litigo 
col padrone di casa per un mobiletto da bagno,
minacciando di mandargli una lettera dell'avvocato
e non tratto le persone dall'alto in basso solo perché
"mio padre può permettersi di comprarmi una casa".
Comunque alla fine ha voluto Hysteria
pure lei, è di là che lo guarda.
Che dite, riuscirò a sfilarle quel bastone dal culo?

venerdì 8 marzo 2013

Il conto dell'ex, lo paghi tu


È il tempo della pioggia e il sole insieme,
quello in cui in giro vedi gente vestita con giacchette di cotone, 
ma anche con pesanti cappotti e sciarpe.
È il tempo che passi i pomeriggi in mezzo alle mie 
gambe e io ti bagno di piacere.
È il tempo che ho capito che ci portiamo addosso 
le ferite che ci hanno lasciato i nostri ex. 
E non esiste più reset, come quando eravamo piccoli, 
nessun erase and rewind, ce le portiamo addosso e basta.
Siamo lavagnette di cera piene di tagli e graffi, urti.
E chi viene dopo paga per quelle ferite.
A meno che non impari a capirle.
Chi viene dopo deve capire, studiare quei solchi. 
Io ci sto passando le dita sopra, per conoscerli, 
per impararli come una mappa e leggerti meglio. 
Andare aldilà di questa o di quella sfuriata, 
per capire cosa c'è dietro, ché quello importa.
E tu spingi affondo, mentre il mio corpo si contrae ancora
 per gli spasmi dell'orgasmo, vieni pure tu.
Ad una sollecitazione clitoridea, 
fa subito eco una contrazione della vagina.

Questo è quello che vedo dalla mia nuova stanza. 
Bello eh?! Ma ancora niente connessione.
Kisses :))