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mercoledì 31 luglio 2019

Fai risplendere il suo pomello






Il bicchiere di vino freddo dopo il lavoro,
che in inverno sorseggio mentre cucino,
con questo caldo lo trangugio come fosse acqua nel deserto.

Io e te,
per sopravvivere ai ritmi di questa città,
alla precarietà e alla follia,
ci rifugiamo nei nostri umori e nelle cavità:
abbracci, utero, baci con la lingua;
sperimentando nuovi modi per masturbarti,
ché a me piace più prenderlo in bocca o 
tra le mani che stare ferma a farmela leccare,
ché poi lo voglio subito, non ho pazienza.

Ho la pazienza, però, di riempirmi palmi e dita di sapone
e percorrerlo, scivoloso, sollecitando i centri del tuo piacere; 
impegno tutte e due le mani, 
ché viene meglio raggiungere perineo e glande, testicoli e membro esuberante.

Evviva il sapone.

domenica 2 settembre 2018

Far venire con la bocca, far venire con le mani



Sono cose diverse:
l'importante è non avere fretta.

Cominciare piano piano, anche se hai le mani asciutte
e massaggiarlo tutto, senza dimenticare le palle.

Il nostro sesso è composito, ma quello degli uomini
non è da meno: esplora scroto e perineo, se gli piace
inumidisci le dita e prova a penetrarlo da dietro.

Se ti trovi di fronte un bell'uccello, cosa fai istintivamente?

Io sono una che tende a prenderlo in bocca,
a inumidirlo tutto per bene
senza lesinare la saliva.

Ultimamente però esploro il suo 
piacere con le mani, senza cedere subito 
all'istinto delle labbra.

Le uso tutte, inumidendo dita e palmi
è molto stimolante per lui e io posso godermi
la vista di tutti gli stadi del suo piacere.

Sono passati tre anni, ma continuo a vederlo
in sedici noni.

giovedì 1 giugno 2017

La foia della distanza

 


Di solito si parla sempre delle storie a distanza
in termini negativi, lamentando l'assenza,
il vuoto e la malinconia che ne derivano.
E anch'io sono d'accordo.
Ma se dovessi provare a descriverne i lati positivi,
direi anzitutto dello spazio che ci è dato.
Lo spazio, la distanza, sono incredibilmente utili 
quando dobbiamo lavorare su noi stessi, 
smussare gli angoli dell'insicurezza e della paura; 
è molto difficile,
quindi si ha bisogno di spazio per non 
gettare addosso la fatica di questo lavoro
sulla persona che ci è accanto.

Direi poi della foia.

Sì, perché dopo una o due settimane senza sesso
hai così tante scimmiette sulla schiena
che ci potresti aprire un circo.

Allora la prima volta è una sveltina,
la foga cinge i corpi, si mescola 
agli umori, ai sospiri;
la foga però non esaurisce la foia
e dopo pochissimo si è di nuovo 
l'uno sull'altra
senza fretta,
l'orgasmo non è più una voragine
da cui si fatica a stare lontani,
è sempre vicino, solo che ci si gode meglio
il viaggio, ci si prende il tempo per cambiare
posizione, ci si dice adorabili porcherie
e si viene ancora più intensamente,
come se avessimo piccoli sensori
su ogni poro. Come se ne avessi a decine 
sui capezzoli.

Se non la puoi colmare,
puoi almeno provare a godertela, la distanza.



P.S. Quel disegno meraviglioso è di Petites Luxures.
Vivamente consigliato.

venerdì 11 dicembre 2015

"Questo è il mio spazio, quello è il tuo"



Guardateli questi due qui sopra, come sono in equilibrio. Non invadono l'uno lo spazio dell'altro,
eppure sono molto vicini.

Io questa cosa dello spazio l'avevo sottovalutata,
in tutti i sensi. E invece è fondamentale.

Il colore di una stanza può cambiare l'umore.

Anche in una storia lo spazio è importante.

"Questo è il mio spazio, quello è il tuo, io non 
entro nel tuo, tu non entri nel mio".

Non vuol dire che non lasciamo entrare nessuno nella nostra vita,
vuol dire solo che è giusto lasciare lo spazio per viverla
nel modo in cui ci si sente a proprio agio.

Bisogna lasciare lo spazio, la libertà di essere sé stessi.
Bisogna lasciarlo per esprimere quello che 
sentiamo nel modo in cui ci viene spontaneo,
senza esigere.

Non si può stare con qualcuno in modo assoluto,
bisogna stare anche con sé stessi, nel proprio
spazio. È lì che possiamo ritrovarci, è lì che 
ricarichiamo le batterie per non sfogare sull'altro
il proprio malessere.

Bisogna curare il proprio spazio, perché è vita.

Pure scopare sempre nello stesso posto non va bene,
siete d'accordo?

E niente, oggi avevo voglia di sentenziare
sullo spazio.


mercoledì 12 agosto 2015

L'amante con cui svaniscono i tabù



C'è questo bellissimo video, 
La filosofia del sesso orale di Alain de Botton, 
che in due minuti e mezzo mi ha dato più spunti di riflessione
di molte altre cose che io ricordi.

Ad esempio descrive benissimo il modo in cui
più cresciamo, più cominciamo a vergognarci della nudità 
o ci sentiamo in colpa se ci tocchiamo per darci piacere.

Ma resta sempre in noi la necessità di essere accettati
per ciò che siamo.

Questo ha a che fare col sesso orale:
si tratta di qualcosa che non faremmo con qualcuno
che non ci piace, lo troveremmo disgustoso.

"Ma, con la persona giusta, quando il disgusto
potrebbe essere al massimo, proviamo solo
accettazione, accoglienza e consenso",
dice de Botton nel video.

Ed è esattamente così,
ma mi ha fatto pensare ad altro.

Non è necessario provare disgusto 
per non desiderare certe cose:
anche se qualcuno ci piace potremmo rifiutare 
l'idea di condividere con quella persona
alcune esperienze sessuali.

Per esempio, sebbene anni fa mi piacesse un ragazzo,
mi disgustava vederlo eiaculare o rifiutavo
anche solo l'idea che mi penetrasse da dietro,
cose che invece in seguito con qualcun altro mi hanno
resa sessualmente molto appagata.

L'esperienza più bella consiste nel vivere
quei momenti in cui ti trovi a letto con qualcuno
e, attimo dopo attimo, scopri che con quella persona
ti piace fare molto di più di quello che pensavi;
il tuo universo sessuale si arricchisce di esperienze
di godimento che non credevi di poter sperimentare.

Pensavi non ti piacessero quelle cose e che non ti 
avrebbero mai fatto godere.
Invece poi trovi la persona che, facendo proprio quelle cose,
ti procura orgasmi epici.

E sembra che le sue mani siano state fatte apposta
per plasmare il tuo piacere; è una questione 
chimica, non ci sono altre spiegazioni.

Non è che non ci piacciono certe cose,
è che fatte con alcune persone diventano irrinunciabili
per il modo in cui proprio loro
le fanno, ovvero in un modo così splendido
da portarci in un soffio oltre i nostri tabù.

lunedì 13 luglio 2015

La questione dello scopamico





Elena sta per laurearsi e attualmente non capisce
un cazzo del 90% delle cose che fa.
C'è questo ragazzo, che le piace da anni,
non riesce più a guardare nessuno senza
provare indifferenza, lei vuole solo lui,
non c'è spazio per altri uomini.

Lui, irraggiungibile, stronzetto, alla ricerca
di non si sa cosa, non lo sa nemmeno lui,
come può saperlo?
Ma si sente solo.

Lei anche.
Le sue amiche si sono laureate tempo fa 
e sono volate verso altri lidi, ha solo
questa mezza pazza con cui confidarsi.

Mi racconta del suo desiderio per lui.
Vorrebbe che fosse un'amicizia,
perché quando ci ha fatto sesso si è solo
incasinata i neuroni, tutti.
Ma quando lui si passa la mano tra i capelli,
quando lo vede arrivare tra la gente,
mentre la cerca con lo sguardo e non la vede,
quando parlano di sesso, quando lui la guarda
e lei si volta quasi subito perché non riesce
a reggere quello sguardo senza sembrare un pesce lesso,
contiene a malapena il desiderio 
entro i confini del pensiero amichevole,
ripetendosi che non è la persona per lei.

Lui è bello e quando si stende sul letto di lei 
con pretesti stupidi, quando le fa capire 
che farebbe sesso con lei,
la fatica è troppa.
La vagina urla "cosacazzo me ne frega del tuo amor proprio,
qui abbiamo altre esigenze", lei si chiede cosa è meglio fare.

Come funziona con lo scopamico?
"Scopiamo, alzati e vattene", le dico,
queste sono le regole.
Ti viene in mente una cosa romantica
da fare con lui? Non farla.
Fate sesso? Non sentitevi il giorno dopo.
Non coccolatevi dopo l'orgasmo.
Non guardare le vostre foto.
Poi, chi può dirlo?
A volte per le donne fare sesso è come 
una roulette russa emozionale.

E poi?
Le chiacchierate che fine fanno?
Le birre amichevoli?
I pomeriggi a sparare cazzate?
Quel clima di confidenza assoluta che si era creato,
che fine fa?

Il desiderio urla ed è difficile da contenere.
Prima o poi i due sessi completeranno quel viaggio
magnetico che hanno intrapreso, l'uno verso l'altro,
no matter what.

L'attesa è finita, veniamo in pace.



lunedì 15 dicembre 2014

La gelosia non è sexy



La gelosia mi piace definirla l'ossessione dell'altro. Abbiamo paura che qualcuno
ci porti via la persona che amiamo.
Quest'ossessione comincia in tanti modi,
ma le tappe sono sempre le stesse.
Prima si inizia a vedere la persona di cui
abbiamo paura come qualcuno di irresistibile. 
La si trova interessante in ogni gesto, ci si convince che sia
sia molto particolare e ci fa paura soprattutto che
che abbia mille cose in comune 
con la persona con cui stiamo.
Poi notiamo le coincidenze, piccoli segni che
suggeriscono storie, ipotesi o scenari tremendi
a breve.

Ancor più facile è immaginare questa persona quasi perfetta,
ci convinciamo che ha tutto ciò che a noi manca.
A tratti è così tangibile da sembrare vero,
altre tutto crolla come un castello di carte.
Ci chiediamo dove stia la verità,
ci sentiamo impotenti:
perdersi in fantasie è troppo facile.

E non succede solo alle donne, eh, non pensate,
l'insicurezza è bisex.

Come si fa a non essere vittime di certi pensieri.
Come si fa a pensare che non abbiamo bisogno dell'adorazione
di un altro essere umano bello e intelligente
per sentirci un po' meglio.

Basterebbe un po' più di fiducia in sé stessi,
e meno cecità.

lunedì 24 novembre 2014

La dose di cazzo | L'isteria esiste




Non sappiamo cosa ci prende, il più delle volte,
ma siamo strane, nervose, e ce ne rendiamo conto.
Detestiamo non essere toccate, detestiamo quando non
gli uomini non ci fanno sentire desiderate e sensuali,
e che hanno voglia di fare del sano sesso.

Non siamo pazze, non si tratta di sindrome premestruale,
non siamo patetiche, abbiamo solo bisogno della nostra dose di cazzo.

Perché, cari maschietti, dovete capire che non siete
gli unici ad andare in astinenza: uomini e donne sono
molto simili in questo.

Voi avete sempre il triangolino in testa, 
a noi, per non sclerare, di tanto in tanto serve il cazzo.
Non è una cosa assolutamente meravigliosa?
Voglio dire, è una buona notizia!

Spesso mi sono ritrovata ad ascoltare questo tipo di confidenze,
da parte di alcune amiche:

"Se non scopo dopo due settimane divento pazza"

 e, a volte anch'io sono stranamente malinconica.
Quando per qualche motivo non faccio l'amore 
con il mio uomo mi intristisco come non mai,
il tono dell'umore rasenta terra.

Oltre al desiderio di farlo con la persona che si ama,
di sentirla vicina nel modo più bello 
entra in gioco qualcosa di chimico, di fisiologico.

A volte l'unica cosa di cui necessitiamo è il sesso;
la chiamavano isteria, poco più di un secolo fa.
E' meraviglioso rendersene conto, riconoscere piano piano
che la metà della nostra malinconia si può risolvere
suggendo umori altrui.

Let's celebrate.

venerdì 21 novembre 2014

Fenomenologia delle persone che non ti scopi



Seguitemi.
Ultimamente ho riflettuto sul comportamento degli uomini 
a cui non l'ho data.
In media, due su quattro non mi si filano più, non mi cercano,
i loro comportamenti denotano pensieri di questo tenore:
"sei impegnata o figa di legno, a me interessavi solo
se mi facevi sognare un po', sennò ciao".
Solo un misero quarto capisce che c'è qualcosa
oltre la possibilità di avere una storia o di scopare,
rispetta la tua scelta. Sono rarissimi.
E poi ci sono quelli che prendono a venerarti.

T i  v e n e r a n o.

Tu sei il fiore non raccolto, il fazzoletto fresco di bucato,
un notes che non è mai stato usato; a quel punto è facile 
che ti mostrino il meglio di sé, che anche se per carattere non sanno
chiedere scusa con te lo faranno perché... 
questo non l'ho capito, ma è così.

Una via di mezzo? Non pervenuta.

Chiaramente, se invece gliel'hai data, 
un uomo non ha tutta questa reverenza,
sei il bicchiere sbeccato, un libro sbrindellato, un maglione
coi pallini di lana sopra, perché l'ha usato, gli stava bene, 
era comodo.
E' sempre caldo, familiare... 
ma vuoi mettere con un bel maglione ancora da spacchettare?

venerdì 17 ottobre 2014

Manifesto contro l'angelo del focolare




"Angelo del focolare" è una contraddizione in termini,
da secoli al focolare ci stanno le streghe, 
quelle che conoscono antichi rimedi ed erbe del bosco.

Io non sono l'angelo del focolare, anche se mi piace cucinare,
lascio sfrigolare la cipolla a lungo,
ma non lavo vetri e non so quale detersivo
serva per questo o per quello.

Non so come si smacchiano i tessuti e stiro maluccio,
preferisco prenderlo in bocca.

Appena tornata a casa mi piace mangiare bene e scrivere,
non mi va di pensare alla lavatrice.

Non è l'ideale, ma sono fatta così.

lunedì 13 ottobre 2014

Sull'orlo dell'orgasmo




Stanotte ho sognato che volevo masturbarmi,
ma c'eri tu.
L'ultima volta che l'ho fatto è stato qualche ora prima che 
la mia famiglia subisse un lutto.
Sono passati due mesi e non ho trovato 
il tempo, la voglia e la calma per allungare la mano 
e toccarmi.

Ma ho fatto l'amore con te,
come quella notte in cui sei stato tu ad
allungare la mano nel buio per toccarmi.

E poi hai affondato la testa giù e hai assaggiato
l'umore di ragazza bagnata di fresco.
Ce l'avevi tutto sul viso quell'umore,
e io ti ho baciato perché mi eccita un sacco.

L'abbiamo fatto, io sopra di te a cosce aperte
e tu detti sempre il ritmo del mio piacere,
quando via veloce e io mi ritrovo lì,
sull'orlo di un orgasmo, cercando di non venire.

Ma non riesco a controllare i tuoi movimenti
e non posso fare a meno di cedere all'orgasmo intenso
di te che mi penetri fino alla fine.


giovedì 3 aprile 2014

Donne ad alto e basso mantenimento





Vi ricordate il film Harry ti presento Sally?
In una scena lui definisce Sally una "donna ad alto mantenimento",
perché le piacciono le cose solo nel modo in cui lei le desidera.
L'insalata con il condimento a parte, il bloodymary con una spruzzata
di vodka e una fettina di limone a parte, e così via.
Una donna esigente, insomma, con le idee chiare,
magari con una certa cultura e degli obiettivi precisi.

Ecco, io sono ad alto, altissimo mantenimento.
Sono esigente, molto. 
Mi piace l'insalata scondita, ma non è questo il punto,
voglio molta attenzione; non intendo le carinerie
- che fanno sempre un piacere enorme a dir poco -
io parlo dell'attenzione al livello cerebrale e sessuale.

Se ripenso agli uomini con cui sono stata,
mi accorgo che a molti, non a tutti,
piacciono tantissimo le donne ad alto mantenimento:
ne sono affascinati, le ammirano,
se ne innamorano follemente,
le desiderano ardentemente...ma poi scelgono di stare
con donne a bassissimo mantenimento, perché:

- non rompono i coglioni
- si fanno andare bene tutto
- anche la minima soglia di attenzione
alle loro esigenze va bene
- si possono "gestire" con estrema facilità.

Non ci fate una bella figura, eh...

mercoledì 19 febbraio 2014

Del segaiolo




Ora correggetemi se sbaglio, vi prego.
Per la mia modesta esperienza, io sapevo che l'uomo
ha un'anatomia tale che lo rende più soggetto all'autoerotismo,
rispetto alla donna.
Parlo di ANATOMIA, non di desiderio sessuale,
in quello possiamo essere quasi simili, io credo.
Per la mia modesta esperienza io ho sempre pensato
che se due persone stanno insieme e si masturbano non 
c'è niente di male, specie se lo fanno insieme, ehm...

La masturbazione non è sempre una pratica sostitutiva,
può esistere insieme al rapporto di coppia.

Nessuno ci conosce bene come le nostre mani.

La masturbazione è un rapporto che si ha con se stessi,
non toglie nulla al partner, a meno di situazioni patologiche o di
problemi interni alla coppia. Sbaglio?

Banalmente, Wikipedia dice:

"Tuttavia quasi sempre in una coppia i componenti, pur avendo una diminuzione notevole della frequenza con cui praticano l'autoerotismo, non smettono mai di praticarlo, poiché questo consente loro di vivere una sessualità libera dai condizionamenti dati dalla coppia e di continuare a conoscere il proprio corpo, e, a differenza di quanto a volte si pensi, non vi è nulla di patologico o di anomalo in ciò. Oltretutto l'autoerotismo spesso sostituisce il rapporto sessuale in caso di momentanea lontananza del partner".

Nella sezione "Adulti", per la cronaca, non quella dell'adolescenza.

Ora, se io do metaforicamente del "segaiolo" a qualcuno,
ossia se insinuo che uno si masturba, mi spiegate cosa
c'è di offensivo?
Non ci masturbiamo forse tutti?
Cos'è quest'accezione negativa della masturbazione?
Non saranno vecchi retaggi della religione per caso?
Che instilla il senso di colpa e l'annullamento di sé dalla
notte dei tempi?
Chi l'ha detto che sei perfetto se non ti sporchi le mani
del tuo piacere? Perfetto è chi ne sa godere, invece, senza vergognarsi.

Correggetemi se sbaglio, grazie.

Ah, io comunque i segaioli li adoro,
specie quando sono altruisti e condividono certe belle cose
con chi le può apprezzare.

Ciao.

lunedì 17 febbraio 2014

Io come uomo e tu come donna





Io poltrivo a letto, tu in cucina a fare colazione.
Quando mi sono alzata con gli occhi pieni di sonno
sono venuta ad affondare il naso nel tuo collo,
mentre lavavi i piatti.
E c'era l'odore della tua pelle, 
io non credo possa mentire,
se mi piace così tanto ci sarà un motivo;
e poi c'era la tua vita e io che la cingevo
così bene, per tenerti stretto;
e poi c'era il tuo pigiama e io lo so
che non porti niente sotto.
Allora ho preso a toccarti, a stringerti, 
a muovermi contro di te. 
E poi c'era che mi mancavi, 
così quando finalmente ti sei girato verso di me,
coi miei nuovi muscoletti da palestra,
ti ho trascinato verso il letto,
mentre camminavi all'indietro e
perdevi le pantofole come quella lì,
come si chiama, quella che perde la scarpa.
Allora ti ho baciato dappertutto
e poi sì, sono scesa giù.
I ruoli invertiti mi piacciono.

venerdì 17 gennaio 2014

Fantasie private



Un uomo di cui si conoscano tutte le fantasie sessuali
non è degno di essere scopato?
Mentre lui spinge e gode non so cosa 
gli passa per la testa, questo mi incuriosisce e mi eccita.

Io non conosco le sue fantasie sessuali.

Sono un libro aperto, io, con questo blog 
e la simpatica mania di mostrargli il porno
che mi piace, ma lui no, tiene tutto per sé,
delicatamente.
 
E io mi dico che è una cosa privata:
non a tutti va di sbandierare se quando ci si masturba
si pensa una cosa a tre o
un nuru massage o una bella milfona.

Facciamo l'amore, chiude gli occhi e io mi ritrovo 
a fantasticare su quello che non so.

venerdì 10 gennaio 2014

I pochi versi di chi ama prenderlo in bocca




Prenderlo in bocca è una lingua che so parlare bene,
anche quando sto male, faccio l'amore così.
Dentro, fuori, con tanta saliva, delicatamente,
ma lo stringo bene.
Sudo anch'io, mi eccito, guardo il tuo bacino per
vedere se seguo bene il tuo ritmo,
sembra che i miei seni vogliano partecipare, 
tanto i capezzoli s'inturgidiscono.
E quando vieni
- schizzi di sperma a ondate -
soddisfi pure me.


giovedì 26 dicembre 2013

Sexy Christmas




Questo Natale strano senza di lui,
che ormai è casa insieme al viso di mia madre
e al musetto del gatto.

La parola d'ordine è costruire.
Un giorno butterò le pillole e sveglierò
le mie ovaie dal torpore;
intanto parliamo del nome.

Mi piace quando lui mi regala qualcosa per noi,
come adesso, mi ritrovo con della lingerie
nuova molto sexy.
Non vedo l'ora di ripetere l'esperienza, tu torni a casa 
e io sono lì a toccarmi, mentre ti aspetto.

venerdì 20 dicembre 2013

L'amore è un ricordare





Si dicono tante cose ovvie, poi realizzi che sono pure vere.
Sono sempre più convinta che l'amore sia un continuo ricordare.
Non puoi considerare una persona per quello che ha fatto 
nell'ultima settimana, devi considerare tutto quello
che ha fatto con te e per te.
A volte però ci si chiede
 Chi è questa persona che mi vive accanto?
Quella che a volte mi ferisce con gesti e parole
o quella che mi ha capita, stimolata e amata
con mille attenzioni?
Entrambe.
Una parte di questa persona non esclude l'altra.
Mi racconta la mia amica sposata.

mercoledì 27 novembre 2013

Intorno alle palle







Nessuno è perfetto.
Il mio uomo ad esempio soffre il solletico nelle palle.
Peccato perché sono bellissime.
Io non sono mai stata una fanatica dello scroto,
ma le sue sono proprio belle, ben fatte, sode
e tenere allo stesso tempo.
Quando le tocco sembro una deficiente,
faccio urletti come se stessi accarezzando un micetto.
E lui ride.
Ride perché le chiamo in modi assurdi,
perché dico cose buffissime,
ma anche perché lui soffre il solletico in quella zona.
E io non le posso leccare.
Uff.
Ma so che ad altri maschietti piace 
la stimolatio pallorum.
Mah...forse gli passerà...una volta anch'io soffrivo 
il solletico dappertutto...
ma era che non sapevo lasciarmi andare.

mercoledì 20 novembre 2013

Il decalogo della convivenza felice - Al femminile









No, non sarò così arrogante da dire
che ho le regole perfette in tasca, perché non ce l'ho.
Ma mi piaceva questo titolo, perché ultimamente
sono a caccia di cose "felici", libri, film, eccetera.

Dopo quasi due mesi di convivenza sento di poter 
abbozzare una lista, magari nel tempo cambierà,
si arricchirà.



1) Dire ciò che non ci va dell'altro senza rimandare,
con rispetto ed educazione

Questo mi ha insegnato anni e anni di convivenza con sconosciuti,
e vale pure per la convivenza di coppia. Se te le tieni in gola, le cose
che non ti vanno si ingigantiscono.

2) Non far notare troppo bruscamente al tuo lui che fa parte 
di quel genere umano che,
da che mondo è mondo, fa pipì sul bordo della tazza.

Il mio ragazzo è pulitissimo fortunatamente, ma ho avuto 
altre brutte esperienze. Ma, dico io, sedersi no? 
Andate di fretta?

3) Non lasciarsi andare mai troppo, quando si soffre.

Non ho scritto per un po' perché avrei parlato solo di mancanza 
di lavoro. Sinceramente ammorbarvi i coglioni mi dispiacerebbe.
So che ultimamente mi sono lasciata troppo andare per questo 
e non va bene. Bisogna aggrapparsi alle cose quotidiane,
non estraniarsi, ne va pure del rapporto di coppia.

4) La cura del pelo pubico aiuta molto la convivenza.

Mi sono lasciata andare al punto che non la curavo più.
Il giorno che ho ricominciato ad averne cura
 fare l'amore è venuto moooolto meglio. 

5) Discutere fa bene, ma è meglio farlo con lo spirito di chi
vuole arrivare ad una conclusione costruttiva, non per 
il gusto di scornarsi.

6) Le persone sbagliano, anche quelle che amiamo. Il passar
sopra agli errori dell'altro è commisurato a quanto ci teniamo.

Sempre nel rispetto reciproco eh, 
non è che se tu mi picchi io ti amo troppo
quindi pace. D'accordo????

7) Se lui dice frasi come "Cosa ti cucino stasera?",
"Non è che perché stai con me mi devi stirare le camicie", o
"Le pulizie si fanno insieme" è sicuramente papabile e meritevole
dei vostri più sentiti blow jobs.

8) Se poi però dice pure "La spazzatura la butto solo io"
vi dovete dare una regolata. Eh.

9) Cercare di non invadere la casa con le proprie cose,
fossero calzini o grucce o altre cianfrusaglie, aiuta
la convivenza senza spargimenti di sangue.

10) Si tromba almeno due-tre volte la settimana e questo
distende tutti i conflitti, aiuta il sonno, fa smaltire le calorie,
la circolazione sanguigna e tutto il resto.


Ecco, a grandi linee. Mancheranno altre cose fondamentali,
sono sicura. 

Del resto, sto ancora imparando.