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giovedì 1 giugno 2017

La foia della distanza

 


Di solito si parla sempre delle storie a distanza
in termini negativi, lamentando l'assenza,
il vuoto e la malinconia che ne derivano.
E anch'io sono d'accordo.
Ma se dovessi provare a descriverne i lati positivi,
direi anzitutto dello spazio che ci è dato.
Lo spazio, la distanza, sono incredibilmente utili 
quando dobbiamo lavorare su noi stessi, 
smussare gli angoli dell'insicurezza e della paura; 
è molto difficile,
quindi si ha bisogno di spazio per non 
gettare addosso la fatica di questo lavoro
sulla persona che ci è accanto.

Direi poi della foia.

Sì, perché dopo una o due settimane senza sesso
hai così tante scimmiette sulla schiena
che ci potresti aprire un circo.

Allora la prima volta è una sveltina,
la foga cinge i corpi, si mescola 
agli umori, ai sospiri;
la foga però non esaurisce la foia
e dopo pochissimo si è di nuovo 
l'uno sull'altra
senza fretta,
l'orgasmo non è più una voragine
da cui si fatica a stare lontani,
è sempre vicino, solo che ci si gode meglio
il viaggio, ci si prende il tempo per cambiare
posizione, ci si dice adorabili porcherie
e si viene ancora più intensamente,
come se avessimo piccoli sensori
su ogni poro. Come se ne avessi a decine 
sui capezzoli.

Se non la puoi colmare,
puoi almeno provare a godertela, la distanza.



P.S. Quel disegno meraviglioso è di Petites Luxures.
Vivamente consigliato.

giovedì 17 settembre 2015

Questa è l'intimità





Qualche sera fa mi trovavo a San Lorenzo, 
un quartiere romano un po' malfamato.
Frequentato da giovani universitari,
è disseminato di locali e di ragazzi che
a ogni angolo ti chiedono se vuoi del fumo.

Me ne stavo in questa vineria a bere un bicchiere di bianco
- è tutta l'estate che bevo vino bianco -
accanto al mio tavolo c'erano due donne
sedute davanti a uno spritz
e un tripudio di olive, arachidi
e patatine.

Una di loro parlava a voce alta, gesticolava animatamente
 e quando ho prestato ascolto alla sua voce
ho sentito (tutti hanno sentito):

... questa è l'intimità, il tuo uomo che, quando
tornate a casa, ti toglie le mutandine
e se le porta al naso. Poi le butta via e ti lecca
la fica fino a farti venire, senza che tu vada prima al bagno.

Questa è l'intimità, è il tuo uomo che ti guarda
venire, e che mentre viene ti dice "guardami,
guarda cosa mi fai".

Questa è l'intimità, è evitare di nascondere le proprie
paure e mostrarle all'altro come mostri il tuo orgasmo.

Questa è l'intimità, è il tuo uomo che si addormenta
con la faccia fatta dei tuoi umori; intimità vuol dire
non togliere via i rispettivi umori dal
viso, prima di baciarsi.

Questa è l'intimità, ripeteva come un mantra.
Questa è l'intimità.

E chi sedeva ai due o tre tavoli vicino al suo,
alla fine ha applaudito.

martedì 30 giugno 2015

Capire il maschio






Non è impossibile, giuro.
Dopo aver accumulato un po' di esperienza
e soprattutto dopo essermi confrontata
con altre ragazze, sono arrivata a una conclusione ovvia
che però abbiamo sempre bisogno di tenere a mente.

L'uomo, in quanto tale, ragiona in termini molto semplici
e diretti, siamo noi che cerchiamo 
nei suoi comportamenti
un sottotesto, dei segnali e un non detto da capire.

Quando gli uomini non parlano chiaro cerchiamo
 di interpretare quello che fanno,
quello che dicono, quello che scrivono,
quali faccette usano
come fossero geroglifici, cerchiamo
un senso in ogni cosa, quando in realtà
basterebbe guardare ai dati di fatto.

Chiacchieriamo di tutto.
Ok, ma poi quando dovete uscire ti dà buca.
Stiamo benissimo insieme.
Ok, ma non ha mai nemmeno provato a baciarti.
Eh sì, ma forse è perché è stressato o ha paura di
rovinare l'amicizia.
No, è perché non gli tira abbastanza l'uccello,
altrimenti vedi se non ti rivoltava come un calzino.

È più o meno questo il tenore delle conversazioni
che ho in questi giorni con una ragazza che
ho conosciuto per lavoro.

Parlo così perché la diretta interessata
non sono io, altrimenti anche io pipperei abbestia
i neuroni a uno a uno, non sono diversa in questo,
ma vedo che è terribilmente snervante
tutto questo continuo interpretare, 
questo lavorio continuo della nostra mente 
su particolari che per gli uomini non sono niente, davvero.
Ruba le energie e invece quelle andrebbero 
spese in altri modi.
Ci siamo capiti.

Ciao.

lunedì 15 giugno 2015

Attizza il fuoco





Non c'è niente di peggio di un amore tiepido,
quello che ti fa venir voglia di soffiarci sopra
come si fa con il fuoco della brace
per farlo attizzare; quel vorrei ma non posso
che si protrae per settimane, mesi e
ti lascia senza certezze, con poche frasi
pronunciate a mezza bocca.

Piuttosto che stare sul bivio
per così tanto tempo, preferirei
buttarmi in mezzo alla strada.
Scegli una via e percorrila,
non rimanere in bilico
per troppo tempo.

Io preferisco i tipi passionali
e decisi, che vanno a rapire la persona che 
desiderano,  non appena hanno il sentore 
che il desiderio sia ricambiato.
La vita è un attimo.

lunedì 12 gennaio 2015

Sul luogo del "delitto sessuale" | Smell of sex





Sempre più spesso,
dopo aver fatto l'amore torno sui luoghi 
del tuo corpo, dove sono stata a godere.
A cavalcioni su di te,
il mio odore è rimasto sotto la tua pancia
e ripercorro la tua pelle, insieme al ricordo
vivo, il racconto dei miei umori.

Li annuso.
Ci sono odori diversi, il mio soltanto sul tuo basso ventre,
e più in basso quello nostro, fatto dei tuoi e dei miei umori.
Sono rimasti là, impiastricciati insieme.
Sottovalutati.



Buon anno a tutti,
sperando che non sia proprio com'è stato finora.


lunedì 24 novembre 2014

La dose di cazzo | L'isteria esiste




Non sappiamo cosa ci prende, il più delle volte,
ma siamo strane, nervose, e ce ne rendiamo conto.
Detestiamo non essere toccate, detestiamo quando non
gli uomini non ci fanno sentire desiderate e sensuali,
e che hanno voglia di fare del sano sesso.

Non siamo pazze, non si tratta di sindrome premestruale,
non siamo patetiche, abbiamo solo bisogno della nostra dose di cazzo.

Perché, cari maschietti, dovete capire che non siete
gli unici ad andare in astinenza: uomini e donne sono
molto simili in questo.

Voi avete sempre il triangolino in testa, 
a noi, per non sclerare, di tanto in tanto serve il cazzo.
Non è una cosa assolutamente meravigliosa?
Voglio dire, è una buona notizia!

Spesso mi sono ritrovata ad ascoltare questo tipo di confidenze,
da parte di alcune amiche:

"Se non scopo dopo due settimane divento pazza"

 e, a volte anch'io sono stranamente malinconica.
Quando per qualche motivo non faccio l'amore 
con il mio uomo mi intristisco come non mai,
il tono dell'umore rasenta terra.

Oltre al desiderio di farlo con la persona che si ama,
di sentirla vicina nel modo più bello 
entra in gioco qualcosa di chimico, di fisiologico.

A volte l'unica cosa di cui necessitiamo è il sesso;
la chiamavano isteria, poco più di un secolo fa.
E' meraviglioso rendersene conto, riconoscere piano piano
che la metà della nostra malinconia si può risolvere
suggendo umori altrui.

Let's celebrate.

venerdì 21 novembre 2014

Fenomenologia delle persone che non ti scopi



Seguitemi.
Ultimamente ho riflettuto sul comportamento degli uomini 
a cui non l'ho data.
In media, due su quattro non mi si filano più, non mi cercano,
i loro comportamenti denotano pensieri di questo tenore:
"sei impegnata o figa di legno, a me interessavi solo
se mi facevi sognare un po', sennò ciao".
Solo un misero quarto capisce che c'è qualcosa
oltre la possibilità di avere una storia o di scopare,
rispetta la tua scelta. Sono rarissimi.
E poi ci sono quelli che prendono a venerarti.

T i  v e n e r a n o.

Tu sei il fiore non raccolto, il fazzoletto fresco di bucato,
un notes che non è mai stato usato; a quel punto è facile 
che ti mostrino il meglio di sé, che anche se per carattere non sanno
chiedere scusa con te lo faranno perché... 
questo non l'ho capito, ma è così.

Una via di mezzo? Non pervenuta.

Chiaramente, se invece gliel'hai data, 
un uomo non ha tutta questa reverenza,
sei il bicchiere sbeccato, un libro sbrindellato, un maglione
coi pallini di lana sopra, perché l'ha usato, gli stava bene, 
era comodo.
E' sempre caldo, familiare... 
ma vuoi mettere con un bel maglione ancora da spacchettare?

giovedì 3 aprile 2014

Donne ad alto e basso mantenimento





Vi ricordate il film Harry ti presento Sally?
In una scena lui definisce Sally una "donna ad alto mantenimento",
perché le piacciono le cose solo nel modo in cui lei le desidera.
L'insalata con il condimento a parte, il bloodymary con una spruzzata
di vodka e una fettina di limone a parte, e così via.
Una donna esigente, insomma, con le idee chiare,
magari con una certa cultura e degli obiettivi precisi.

Ecco, io sono ad alto, altissimo mantenimento.
Sono esigente, molto. 
Mi piace l'insalata scondita, ma non è questo il punto,
voglio molta attenzione; non intendo le carinerie
- che fanno sempre un piacere enorme a dir poco -
io parlo dell'attenzione al livello cerebrale e sessuale.

Se ripenso agli uomini con cui sono stata,
mi accorgo che a molti, non a tutti,
piacciono tantissimo le donne ad alto mantenimento:
ne sono affascinati, le ammirano,
se ne innamorano follemente,
le desiderano ardentemente...ma poi scelgono di stare
con donne a bassissimo mantenimento, perché:

- non rompono i coglioni
- si fanno andare bene tutto
- anche la minima soglia di attenzione
alle loro esigenze va bene
- si possono "gestire" con estrema facilità.

Non ci fate una bella figura, eh...

venerdì 17 gennaio 2014

Fantasie private



Un uomo di cui si conoscano tutte le fantasie sessuali
non è degno di essere scopato?
Mentre lui spinge e gode non so cosa 
gli passa per la testa, questo mi incuriosisce e mi eccita.

Io non conosco le sue fantasie sessuali.

Sono un libro aperto, io, con questo blog 
e la simpatica mania di mostrargli il porno
che mi piace, ma lui no, tiene tutto per sé,
delicatamente.
 
E io mi dico che è una cosa privata:
non a tutti va di sbandierare se quando ci si masturba
si pensa una cosa a tre o
un nuru massage o una bella milfona.

Facciamo l'amore, chiude gli occhi e io mi ritrovo 
a fantasticare su quello che non so.

mercoledì 25 settembre 2013

Bravo Quit The Doner




Ok, questo post è insolito.
Ma vorrei davvero sottolineare i meriti
di un blogger che trovo veramente geniale 
e che ha vinto il premio Macchianera per
il miglior post. Si intitola:



Chi mi segue su Twitter sa che ogni tanto ne tiro
giù qualcuna sui grillini. A me piace moltissimo confrontarmi
sui temi della politica, lo faccio da sempre, con fascisti,
leghisti, comunisti, democristiani, e così via.
Gli unici con cui non riesco ad avere un confronto
che non sfoci nella lite rabbiosa sono alcuni grillini.
Non scherzo se dico che ho perso delle belle amicizie
o forse non lo sono mai state fino in fondo.
Ci sono quelli che mi permettono di restare delle
mie idee e altri chedevono a tutti i costi farmele cambiare.
Per questo ho il dente avvelenato con loro, 
perché, come dice giustamente Quit nel suo post:

L’idea che qualcuno possa avere delle idee diverse dalle loro 
e abbia ciònostante una dignità intellettuale, non li sfiora neanche lontamente.

 Amen.
Ne lascio ancora delle chicche:

Se ogni volta che lo sentite parlare (Grillo, ndr) in piazza non vi vengono i brividi lungo la schiena o a scuola avete avuto un pessimo insegnante di storia o siete Gianroberto Casaleggio.

 Ha il controllo totale del partito. Ha deciso espulsioni alla minima infrazione dei suoi regolamenti e ha sempre agito rapidissimo con la logica del “Colpirne uno per educarne cento”.

  Secondo Beppe Grillo quindi da condannati non si può fare il singolo parlamentare ma si può benissimo essere a capo di un nutrito gruppo di deputati e senatori. Un salto logico orwelliano.

Il messaggio è “come può essere Casaleggio, uno che 
1. Non ha potere su sua moglie e 
2. ha un orto a Quincinetto, essere un uomo potente e diabolico?”
Ma anche Hitler amava i cani.

Oggi a bloccare le attività cerebrali non è più la paura del terrorismo
 ma quella del futuro, mischiata con una rabbia 
le cui ragioni sono profonde e spesso poco comprese da chi la prova
Tutti i movimenti politici che basano il loro successo 
sulle sensazioni invece che sui ragionamenti 
sono sempre movimenti estremamente pericolosi.

Sono cose che penso da una vita, ho provato
pure a dirle con calma, ma 
- lo dico con dispiacere e non con disprezzo -
la maggior parte dei grillini che conosco o di cui leggo
i commenti sui social network sono ignoranti.
Sono appassionati di politica dell'ultim'ora,
quindi ne ignorano i meccanismi, dal primo
all'ultimo. Ecco che certe argomentazioni storiche, filosofiche
d'attualità, non sortiscono alcun effetto, perché
non sono guidati da un ragionamento lucido, 
ma dalla rabbia per la precarietà della società
in cui viviamo. Rabbia, peraltro, condivisibile in toto.
Ma la soluzione, per me, non è Grillo.

mercoledì 15 maggio 2013

E noi scopiamo*





La primavera colora le strade, vorremmo vivere più tempo insieme,
fuori dalle mura di questa stanza, ma invece
Noi scopiamo*

Non c'è lavoro, passiamo da un contratto precario all'altro,
non possiamo andare a vivere insieme, ma
Noi scopiamo*

I miei coinquilini sono in casa,
e Noi scopiamo*

Aprono la porta d'ingresso proprio mentre stai per venire
e Noi scopiamo*

Tra un po' devi andare al lavoro,
e Noi scopiamo*

A volte, tra un contratto e l'altro siamo disoccupati,
le giornate passate ad inviare curriculum, poi
 Noi scopiamo*

Il governo è caduto
e Noi scopiamo*

In realtà dovremmo andarcene da questo paese,
tra un po' sarà troppo tardi
e Noi scopiamo*

Grillo e i suoi eletti del cazzo non hanno fatto
l'accordo col PD e Berlusconi è pronto ad incularci ancora
e Noi scopiamo*

La sinistra è morta
e Noi scopiamo*

Trascorriamo giorni senza vederci, il vuoto
tutt'intorno, ci aggrappiamo ai libri e  poi
Noi scopiamo*

Pesiamo ancora sulle spalle dei nostri genitori,
lo Stato dovrebbe risarcire tutti quelli della nostra generazione
e Noi scopiamo*

Vorremmo vivere la nostra vita insieme, adesso
e Noi scopiamo*

Non facciamo il lavoro per cui abbiamo studiato
e Noi scopiamo*

Nemmeno quello per cui daremmo l'anima
e Noi scopiamo*

Gli ex ci inseguono, litighiamo di brutto ma poi
Noi scopiamo*

La vita scorre, come dai vetri di un autobus.
Non sapremo cosa sarà di noi da qui a qualche mese.
e Noi scopiamo*


*Noi scopiamo è da intendersi, sta per: ci amiamo perdutamente, facciamo l'amore fino allo stremo, ci innamoriamo l'uno dell'altra giorno dopo giorno, camminiamo con le dita intrecciate, desiderando di formare una famiglia; non riusciamo a staccarci gli occhi e le mani di dosso, per noi felicità è avere il tempo di guardarci negli occhi in silenzio e baciarci.
 

venerdì 1 marzo 2013

Attenti, quello è il mio letto!!





Per quanto una donna stia traslocando e facendo colloqui
assurdi, bisogna comunque badare alle cose importanti,
tipo una bella ceretta all'inguine.
Perché, se hai un uomo che ti fa cambiare dimensione
ogni volta che mette la faccia in mezzo alle tue
cosce, merita quantomeno che non la si tenga incolta.
Come sto facendo io, tipo, ma ho preso l'appuntamento
per la rimozione coatta, non temete.
Sto dicendo addio alla coinquilina spagnola che non
lava un cazzo, di cui sento tutti gli orgasmi attraverso
la parete. Ha una vocina da trans.
Ohhhhh, Ohhhhhhhhh!
Chissà se lei sente i miei, più da youporn amatoriale teenagers.
Sono giorni da frullatore, coi colloqui più improbabili,
- come quello per fare la commessa in un negozio di sigarette elettroniche - 
sono giorni che domani comincio a traslocare
e il mio gioiello più prezioso è un materasso matrimoniale;
sono giorni che me la lecchi e alla fine i miei umori
sono spalmati sulla tua faccia soddisfatta;
e io ti bacio, perché mi piace sentire il mio odore su di te.


venerdì 8 febbraio 2013

Padri del cazzo





Da piccola mio padre mi sminuiva sempre.
Cosa vai a fare al classico? Il latino e il greco sono 
lingue morte.
Non andare alle manifestazioni! La Digos poi ti scheda.
Sei di sinistra solo perché tua madre lo è.
Basta con questa piscina, se ti fa male la schiena nuoti a mare.
(A fine marzo).
Puoi pure lasciare questa città, ma sappi che tornare è umiliante.
Da grande farai la giornalista, vero?
No, papà.

Il risultato delle sue parole è stato:
mi sono diplomata al liceo classico;
ho fatto un anno di attività politica a sinistra;
ho preso parte a centinaia di manifestazioni in tutt'Italia
e la Digos non mi ha mai rotto il cazzo;
ho fatto dieci anni di nuoto;
E non sono una giornalista.

Ma quando è un altro padre che ti sminuisce,
che ti fa capire che il tuo curriculum non è mai abbastanza,
che qualunque cosa tu voglia fare ci sono ostacoli insormontabili,
- burocratici e non -
che devi avere la fottuta esperienza in tutto,
ma nessuno è disposto a fartela fare;
che se hai già trent'anni per molti lavori (anche poco prestigiosi) 
SEI FUORI e lui non ti tutela più...
Se quel padre è lo Stato
a te cosa rimane?

domenica 28 ottobre 2012

No all'astinenza sessuale




...che siccome affinché certe cose avvengano,
dobbiamo impegnarci in prima persona,
domani mi vado a spelare la vagina.

lunedì 22 ottobre 2012

Del Governo tecnico, ovvero Del giramento di coglioni






Oggi mi girano le palle.
Il frullatore che ho comprato un'ora fa non
regge proprio il confronto.
Il Ministro Fornero oggi ha detto
che i giovani
"Non devono essere troppo choosy 
 (in inglese: esigenti, difficili, ndr) nella scelta 
del posto di lavoro. Lo dico sempre ai miei studenti: 
è meglio prendere la prima offerta di lavoro 
che capita e poi, da dentro, guardarsi intorno, 
non si può più aspettare il posto di lavoro ideale, 
bisogna mettersi in gioco".
O.k., sono verità che sapevamo anche senza 
che lo dicesse lei, ma se uno fa il call center
o il cameriere, o l'agente immobiliare
o il rappresentante, dentro cosa CAZZO
dovrebbe guardare?
Dentro lo schifo che c'è in questo paese, è chiaro.
Ora, sembra che il governo Monti voglia
a tutti i costi dire cazzate sul lavoro.
Uno dice che il posto fisso è "noioso",
l'altro che siamo bamboccioni, l'altro che
il lavoro NON è UN DIRITTO,
o che siamo sfigati,
oggi lei sostiene che non dobbiamo essere 
EUREKA.
Chiamatemi Choosy.
Sexy Choosy Bility.
Grazie.
Perché mi sono rotta il culo a studiare
per tutta la mia vita, ho un cervello,
ho faticato per avere una laurea col massimo dei voti
e per frequentare un master lontano da casa;
mi sono fatta sfruttare agli stages, ho lavorato
gratis e SENZA CONTRATTO pure in un 
ENTE PUBBLICO, continuo a studiare e a non avere 
opportunità lavorative che mi permettano di campare
senza l'aiuto dei miei, né opportunità che mi facciano
sentire realizzata come persona!
Io E TUTTI gli altri precari là fuori
ABBIAMO IL SACROSANTO DIRITTO DI 
ESSERE CHOOSY, OK?
DI PRETENDERE UN LAVORO DIGNITOSO
CHE CI PERMETTA DI VIVERE E DI ESSERE
AUTONOMI!
Il governo merita solo di essere mandato AFFANCULO
e l'emigrazione di massa verso paesi che valorizzino
I GIOVANI, IL TALENTO E LA VOGLIA
DI IMPARARE. 
Non credo che il Ministro Fornero direbbe
la stessa cosa AI SUOI FIGLI, quindi
vada al diavolo e si risparmi certe stronzate.
 
 

 

venerdì 5 ottobre 2012

Amore non corrisposto con persone che invece lo meriterebbero




Amicizia, affetto, amore.
A volte il passo è breve.
Siamo amici, condividiamo il dolore,
stiamo vicini in momenti difficili,
ridiamo per cretinate quando passiamo il tempo insieme;
io mi preoccupo per te e tu per me.
Ma poi, con un abbraccio o un gesto carino,
mi fai venire in mente che stai parlando d'altro.
E' un momento che sento distintamente, abbiamo
smesso di intendere il nostro rapporto nello stesso modo.
Io parlo una lingua, tu un'altra,
io sto andando per una via, tu per un'altra.
Ho uno spasimante, non lo dicevo da tanto tempo.
Uno di quelli che ti lasciano le sorprese nella cassetta
della posta, uno di quelli che oggi m'ha fatto recapitare
delle rose rosse;
quello con cui ho tradito il mio "interesse" per le donne.
Uno che, quando siamo insieme, si gira a guardare
il culo alle altre, tanto io lo capisco!
E allora pensavo che, se guarda le altre non gli interesso
poi tanto.
Ma le rose mi dicono che non è vero fino in fondo.
Porca miseria.
Per me è un fantastico amico, e una persona
di cui parlo sempre, per lodare le sue qualità rare.
Ma allora, perché alla fine si prova un certo
trasporto solo per persone che nove su dieci
sono teste di cazzo e poi, di fronte a 
persone simili, ti limiti a pensare la solita
stronza frase "per me è solo un amico speciale"?
L'opinione di mia nonna: "Lascia Roma, torna qui a casa e sposalo".
Fosse cazzo così semplice.

Ah, ovvio che quelle parole in alto sono 
tratte da una canzone dei Radiohead.

venerdì 28 settembre 2012

Sto dicendo addio




C'era questo bellissimo passo di un
libro di Baricco, Novecento, che parlava dell'addio.
Novecento era un pargoletto abbandonato su un transatlantico
all'epoca del Titanic, praticamente.
Non sapendo nulla delle sue origini, non scese mai
dalla nave, che lo cullò fino a quando non si lasciò
uccidere dalle cariche esplosive utilizzate
per distruggere una nave ormai vecchia.
Come dice Baricco, Novecento era un gran
solleticatore d'avorio, bellissima metafora
per definire un pianista.
Incantava tutti i viaggiatori e lui, guardandoli,
aveva imparato tutto del mondo, senza mai esserci 
stato. Nel passo a cui ripensavo, ricordo che, guardando degli
iceberg crollare sotto la luce del sole, aveva detto addio
alla meraviglia; e guardando morire un bambino
aveva detto addio a tutti quelli che non avrebbe mai
mai avuto, all'esperienza di padre che non sarebbe
mai arrivata.
E' da un po' di tempo che ho l'impressione di dire addio,
e che ripenso a quel passo, perché anche io
sto salutando per sempre qualcuno.
Ieri sera mi ha abbracciato ed io ho detto addio alle sue effusioni,
ho affondato il viso nel suo collo e detto addio al
profumo della sua pelle; ho incrociato i suoi occhi verdi
e ho detto addio pure a quelli. 
Perché, anche se sai che una certa persona non è
quella giusta, dirle addio è sempre un casino.

Dal libro è stato tratto un bellissimo film
non so perché non abbia avuto molto successo, ma io e mia mamma
abbiamo consumato la colonna sonora di Morricone.
Quello è il secondo concerto che non scorderò mai,
quello di Ennio Morricone.
Su Youtube ho trovato il libro recitato, il passo che vi dicevo
è da 1:26:09 a 1:32:08.
 

giovedì 30 agosto 2012

La merce acquistata non si cambia




Il mio gatto, alla veneranda età di dodici anni
non ha mai voluto sentir parlare di trasportini e gabbiette.
Era tanto tempo che non provavo a farcelo entrare,
ma, preso un appuntamento col veterinario, oggi ci ho riprovato.

Mi ha ricordato che gli adulti non cambiano.

Ora è lì che gira intorno alla sua gabbietta,
in cui ho messo le ciotole col mangiare.
Diabolica, eh?
Deve capire con le buone che là dentro
non c'è il mostro mangiagatti.
Lo imparerà dolcemente senza che ce lo debba
ficcare a forza, coi suoi graffi su tutte le braccia????

Certo se portassi una ciotola con del cibo fuori
da casa di sua madre...non credo otterrei lo stesso risultato.
Fuori gli adulti/bambini dal mio letto.

Ah, quello là sopra è il mio gatto :)




venerdì 13 luglio 2012

Decisamente clitoridea



Eh sì, non ci sono cazzi, e anche quando ci siano si deve trovare il modo
di stimolare quel piccolo pene mancato che è il clitoride,
quel concentrato di terminazioni nervose che serve unicamente
a darci godimento, a far spalancare l'antro delle meraviglie
da cui fuoriesce del puro nettare.
Incensato l'organo femminile, devo dire che l'orgasmo 
a stimolazione vaginale esterna non l'ho ancora sperimentato,
ne varrebbe la pena, visto che sono molto sensibile pure là;
ma per me è quasi indispensabile la stimolazione clitoridea, a meno
che non sia ad un tale livello di eccitazione che mi permette di farne a
meno. Qual è il miglior "stimolatore" di clitoride a mio parere?
Le palle, signori miei, le palle.

Amen.

lunedì 18 giugno 2012

L'amore è un paio d'occhiali


E certe volte sono pure 'na sola,
come direbbero a Roma, ossia un enorme fregatura.
Altrimenti alcune persone non troverebbero desiderabili
degli autentici cessi a pedali.
L'amore è un paio d'occhiali che ci fa vedere strano,
a volte esaltano il bello delle persone,
nascondendo bene ciò che c'è di amaro;
ti fanno osservare tutto così da vicino
che non vedi bene i contorni, le sfumature,
oppure ti concentri su quelle,
dimenticando spie di pericoli in agguato.

E' bellissima, l'amo.
Peccato che è un arancino coi piedi e la
ciccia sforma i lineamenti del viso, seppure belli.
E' straordinario, nessuno è come lui.
Peccato che sniffa coca.

Facciamo un figlio.
Ops.
Troppo tardi per rendersi conto dell'errore di valutazione.

Scusate la sparizione, 
sono successe così tante cose che
ne avrò per altri 18 post suppongo.