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martedì 3 gennaio 2017

Voyeur dei miei orgasmi | Sua Avvenenza


Fonte: https://it.pinterest.com/source/artparasites.com

A Sua Avvenenza piace guardarmi
mentre godo.
Si distende accanto a me e mi tocca.
Appoggiato su un fianco, muove
i polpastrelli sul mio clitoride,
come fossero le corde di uno strumento.
E io ansimo, mugolo piano,
lascio andare gli occhi indietro,
poi mi volto a baciarlo,
perché lo so che non vuole perdersi la scena.

E non vuole perdersi le mie contrazioni,
affonda le dita e io le tengo lì,
perché possa sentire il mio orgasmo.

Poi gli viene duro,
e facciamo l'amore.

domenica 17 luglio 2016

Sua Avvenenza | Racconto erotico #1




















Mi trovate al localino vintage di Monti, 
preparo cocktail, sono quella in mezzo ai mazzi di menta.
A volte scopo con i clienti, non sempre.

Stasera è venuto il ragazzo che ho
soprannominato Sua Avvenenza,
ogni tanto si siede qui a bere da solo.
Mi ha chiesto un Rusty nail,
un cocktail fatto di whisky 
e drambuie, un liquore mescolato con miele
e altri aromi tenuti segreti.

Adoro il drambuie, soddisfa la mia fissa per le spezie,
mi fa pensare a vecchie carampane che pestano erbe per
preparare antichi rimedi. Io al massimo pesto il limone,
la menta e lo zucchero di canna.

Sua Avvenenza è veramente un figo,
ha l'aria assente, fredda e mentre lo guardo mi 
sembra di stare al cinema, lo vedo in 16:9.

Si siede al banco davanti a me e io gli servo il cocktail,
alla fine aggiungo pure una ciliegia, una goduria 
con il Rusty nail.

Mi ringrazia a bassa voce
e comincia a bere piano.
Quel cocktail è forte.

Le mie colleghe parlottano di lui,
lo guardano, ridacchiano.
Io mi limito ad agitare le tette davanti al suo 
naso mentre shakero
e non me lo filo manco di pezza.

Sono incasinata, è sabato sera, ognuno 
vuole il suo fottuto cocktail, e io pesto,
diluisco, mescolo, shakero, riempio
i bicchieri di ghiaccio, tanto ghiaccio,
e nel frattempo mi estraneo;
pure mentre stai urlando
che vuoi un vodka lemon
 io penso solo a prepararlo,
come una macchina.

Dopo mezz'ora lui è ancora lì e me ne
chiede un altro. Stavolta mi guarda e alza
un po' la voce per farsi sentire.
Fa un mezzo sorriso imbarazzato.
Quanto è bello.

Glielo servo, mentre una mia collega
si sporge fino al mio orecchio
per dirmi un po' di porcate su di lui.
Sorrido e abbasso lo sguardo,
allungo un rum e coca a una ragazza,

A fine turno rimango da sola,
stasera chiudo io. Mi siedo sul gradino
del bancone e bevo anch'io un Rusty nail,
quel tizio mi ha fatto venire voglia.
Il colpo di grazia mi ci voleva,
sono stanca, ho le dita umidicce,
odorano di limone, di menta, ho le unghie piene di zucchero
di canna e le mani appiccicose d'alcol e succo di mirtillo.

Appoggio la testa al bancone,
il cocktail mi rende brilla velocemente.
Sento che entra qualcuno, cerco di ricompormi come posso


- Siamo chiusi, dico in automatico,
poi vedo scarpe e pantaloni scuri. 
Alzo lo sguardo, è lui, lo strafigo del Rusty nail.
- Cosa bevi?
È gentile nei modi e non è smorfioso.
- Il Rusty nail, mi hai fatto venire voglia.
Si accovaccia vicino a me e mi dice che lo
faccio molto bene. Poi allunga la mano verso
di me, la infila sotto la minigonna. Mi tocca piano,
delicatamente, scopre che sono bagnata. Non scopo da
un mese, la foia è con me.
Sento un formicolio
potente e un gran calore, là in mezzo.

Lui mi guarda mentre muove le dita
con gentilezza. Io appoggio il bicchiere e mi godo
il momento. Il tizio si inginocchia, mi dispiace
per i suoi pantaloni, il pavimento fa schifo.
Mi toglie gli slip, li tiene in una mano e avvicina
la testa al mio sesso; prima di infilarla
sotto la minigonna mi lancia un'occhiata.

Bramo un orgasmo.
Liscio, grazie.



venerdì 2 ottobre 2015

E mi hai fatto venire solo con la voce #sexystories



Nelle sere d'inverno andavi a caccia dei miei orgasmi,
per aiutarti mani odorose, labbra umide e membro eccitato.
Ci mettevi impegno, tornavi volentieri tra le mie gambe,
appena potevi.

Di notte, poi, mi restavi vicino e se ti svegliavi
mi coccolavi un po'.

Il mio ansimare era afrodisiaco per te
- sei bella quando godi -
e rallentavi i movimenti se andavo troppo in fretta.

Poi venivamo insieme,
tu, sull'orlo dell'orgasmo da qualche minuto,
ti lasciavi andare a fiotti di sperma,
e dei miei gemiti una volta hai detto: 
"E mi hai fatto venire solo con la voce".

lunedì 28 settembre 2015

Le mani in gola | #Mojito





Le prime ore dietro al bar profumano di menta un po' di più,
arriva a mazzi e tocca a me sistemarla.
Poi la pesto tutta la sera, con lo zucchero di canna,
l'odore del rum esala forte, il rito è sempre lo stesso.

In questo locale un po' vintage di Monti a Roma,
il mojito è una specialità.
Stasera torno al lavoro con dei bei pensieri in mente
e una piacevole sensazione tra le cosce.

Ieri ho preparato cinquantatré cocktail
sotto gli occhi discreti di un ragazzo che
beveva birra. 

Sembra stare bene da solo,
viene al locale da un po' e riserva
una battuta gentile per chi gli siede accanto,
per me e i miei colleghi.

Dopo il turno mangio sempre un ghiacciolo
fuori del locale, seduta su dei gradini.
Ieri notte, mentre succhiavo ghiaccio 
al sapore di limone, l'ho visto 
salire a cavalcioni della sua vespa blu.
Mi ha guardata, si è fermato ad attendermi.

Ho esitato, lo ammetto, ma poi mi sono alzata
da terra, ho fatto i quattro passi che mi separavano 
da lui e sono salita sulla vespa, in silenzio;
gli ho cinto la vita con le mani, mentre con uno scatto
spingeva verso il basso per accendere il motore.

Mi ha portata nel suo piccolo monolocale che si affaccia
su un terrazzino pieno di piante,
sentivo ancora odore di menta.
Dappertutto.

Mi ha assaggiata piano, al buio, non prima di aver 
percorso tutto il mio corpo con le mani,
per spogliarmi e accarezzarmi.

Un fremito, potente.

Ero tesa verso il piacere.
Ha cominciato a scoparmi,
colpi di bacino lenti e decisi,
e mentre godevo ha posato le mani
sulla mia gola, per poi stringerla con 
una lieve pressione.




Da bambina, quando volevo venire in fretta,
trattenevo il respiro.

venerdì 26 giugno 2015

Sogni erotici e un pizzico di Hitchcock





Ecco, stanotte ho sognato che tornavo sui banchi
di scuola, la mia vecchia scuola media,
per imparare non so cosa.

Guardavamo le scene di un film di Hitchcock
e leggevamo passi del libro da cui era stato tratto,
il nostro insegnante era Goffredo Fofi, 'na cosetta, proprio.

E mentre seguivo la lezione il ragazzo
seduto vicino a me lasciava scivolare
la mano tra le mie cosce, una mano da chitarrista,
con le unghie un po' lunghe; percorreva i
miei jeans scuri e raggiungeva il mio sesso.

Poi le dita cominciavano a muoversi in tondo, per stimolarmi,
 io mi eccitavo e volevo fargli sapere quanto mi piacesse.

"Vuoi che arrivi all'orgasmo, qui a lezione?"
ansimavo.
Allora ha ritirato la mano, ma, prima di andare via,
mi ha cinto la nuca con un braccio
e mi stampato un bacio sulle labbra, 
come fossimo alle medie.

La cosa che ricordo con piacere era che
sorrideva. Era felice di avermi agguantata.

Mi sono svegliata accaldata, sudata, il sogno ancora
vivo sulle mie pupille e nei miei ricordi.

Mi sono riaddormentata e, non contenta, ho ripreso 
a sognare di quelle lezioni, mi risvegliavo sul banco,
vicino a lui, che mi diceva che gli ero mancata e 
che non era riuscito a studiare.

Mi sembrava carino come sogno erotico,
molto meglio dell'ultimo, in cui mi masturbavo
con un vibratore a forma di Ken: infilavo
la sua testa sorridente in vagina.

Questo però lo racconto un'altra volta.


lunedì 13 maggio 2013

La ballata della donna vogliosa




Nuda, in ginocchio sul letto, il mio sesso è umido di desiderio;
il formicolio caldo tra le cosce non mi abbandona un attimo.
Credo che tra un minuto mi toccherò, se rimarrete ancora lì
a guardarmi coi membri induriti; o probabilmente gattonerò
fino a voi e, uno ad uno, vi toglierò quello che avete addosso,
e vi darò le spalle, prona
- prendetemi e scopatemi -
e allora forse capirete.
Allungate le mani su di me, toccatemi i seni,
eccitano persino me, tanto sono sodi e pronti, e i miei capezzoli
aspettano solo di essere toccatti, strizzati, leccati, mordicchiati,
e se a qualcuno verrà in mente di passarci il palmo della mano,
- delicatamente -
l'amerò.
Sono così umida ed eccitata che il vostro pene non faticherà
a penetrarmi, fatelo pure in tutti i modi, con l'indice 
stimolate il clitoride, e lo vorrò fino in fondo.
Datemi un pene in bocca, ché godo di più;
un altro strusciatelo su un capezzolo, ché mi fa impazzire.
Non sprecate seme sulle lenzuola, lo voglio addosso a me,
sulla schiena, sul ventre, in bocca, tra le mani, tra le cosce.
Lo voglio vedere, toccare, io voglio vedere tutto,
perché
- come gli uomini -
sono sensibile agli stimoli visivi.
Fatemi venire più e più volte e nel frattempo spingete forte,
non date requie ai miei seni, alle mie labbra.

giovedì 19 luglio 2012

Pervert Massage





Una mia fantasia sessuale ricorrente: 
assistere ad un massaggio finalizzato al sesso.
Lei è nuda, sopra il lettino morbido, lui sta in piedi, si cosparge
le dita di olio....magari al cocco, che mi eccita molto;
si sfrega le mani, con l'espressione di chi ha in mente qualcosa
di molto sporco.
E lento.
E così comincia la danza delle sue braccia sul corpo di lei, 
ce ne vorrà di olio al cocco e pure quello di gomito,
perché ha i fianchi larghi le cosce lunghe e i seni grandi,
la schiena una discesa morbida color miele.
Evita sapientemente le zone erogene, badando di girarci attorno
molto lentamente, per illuderla, per farle provare un brivido, mentre si 
domanda se le metterà subito le mani dappertutto.
No, è sapiente e vuole che lei arrivi letteralmente a bramare
le sue mani su di lei, là dove ha sede il piacere.
E dopo aver ascoltato ogni suo tremito d'attesa, 
dopo averle fatto sfuggire un leggero sospiro,
lui stesso non può più fare a meno di riempirsi i palmi del suo seno,
trastullando i capezzoli con la pianta della mano;
non può resistere a quel frutto che ha tra le cosce:
aspetta solo di essere assaporato, la polpa dolce
e succosa di umori.
Sarò una voyeur?
Non so, forse mi sentirei un po' frustrata ad assistere
a tutto senza essere invitata, o senza qualcuno su cui sfogarmi.
Ma vorrei davvero vedere che, dopo questo lungo indugiare,
il massaggiatore perverso (anche lui ormai ha il cazzo
dolorante, poverino, perdonate questa mia caduta di stile),
 le suggerisce una posizione strana, quasi a cavalcioni della
parte laterale del lettino, quel tanto che basta per farle
allargare le gambe per approfittarne fino in fondo.
Letteralmente.




lunedì 28 maggio 2012

Astinenza sessuale - Tinto Brass



Quando non possiamo fare l'amore, perché sei lontano
o perché hai una malattia venerea,
l'astinenza rende irrequieti
e quando poi ci rincontriamo a letto il tempo è poco,
il desiderio ti ha riempito le palle un po' troppo,
a me ha reso fin troppo sensibile e
mi piace essere penetrata in tutti i modi.
Ed è un po' come quel film di Brass, La Chiave,
nella scena in cui lei non si fa penetrare, ma gli tocca tutto,
è nuda nel letto con lui, rotea le palle sotto la sua mano,
ma non si fa possedere.
Se l'attesa cresce, il sangue pompa nelle vene
e l'orgasmo arriva più fragoroso.
Poi torno a casa e non mi è bastato,
mi tocco e bagno tutto il pigiama,
perché la biancheria di notte non la metto più.




venerdì 30 marzo 2012

Bite me



Che strana magia quella dei morsi.
Adoro quando distesa su un lato ti dò le spalle
e sento che mi entri dentro, 
mordendo qui e là la mia schiena.
Brividi e pelle d'oca,
capezzoli inturgiditi.
C'è qualcosa di selvaggio in te,
quando decidi di prendermi e rivoltarmi a tuo piacimento
Inseguendo il godimento,
sublimando il tuo orgasmo
in una colata ricca di sperma caldo.

Non voglio perdermi mai più questa parte di te.
Neanche se dovesse crollarmi tutto addosso.

venerdì 16 marzo 2012

Sesso coi genitori in casa, bagno di sperma



Desire fa rima con fire.
Mi fa ripensare a quella volta che dormii con
 un ragazzo mentre sua madre era in casa.
Primadi addormentarci mi parlò di un periodo della sua vita 
trascorso in villaggi turistici insieme ai genitori,
ma scopando come un riccio.
Biondo, occhi verdi, intraprendente
e anche un po' arrogante,
sapeva come farsele tutte.
E io mi eccitavo al solo pensiero di lui con tutte queste ragazze.
Specie una, la prima,
che si fece trovare in camera sua, dentro la doccia.
Lei 23 anni, lui 16,
lo scopò regalandogli la sua prima volta.
E io grondavo di eccitazione.
Lo stronzo aveva sonno e così 
niente sesso.
Il mattino dopo, però,
si svegliò col solito durello tra le lenzuola,
l'erezione puntata sul mio sedere.
Sentivo il profumo di caffè, sua mamma stava facendo la colazione, 
io ero incazzata per la notte in bianco
e lui si dondolava cercando di soddisfarsi.
Dissi che era la solita erezione mattutina,
lui rispose "non solo. è desiderio". 
Scostò le mie mutande
e io non desiderai altro che essere riempita del suo sperma.
Sperimentai l'asfissiofilia, la porta di camera sua era aperta,
sua madre avrebbe sentito i miei sospiri profondi
se non mi avesse tappato la bocca.
No, per dire, io stavo morendo.
Gli tolsi la mano, nella mente le immagini di
quella ragazzona dai seni grandi e dai riccioli scuri,
assetata di lui.
Sua madre bussa, noi sotto le coperte, contorti l'uno sull'altra
a dire che stavamo venendo,
- ed era vero -
l'odore del caffè che pervadeva la sua stanza.
Oddio che orgasmo.
Dopo di me cominciò lui a sforzarsi di non ansimare
venne dentro di me e finalmente mi sentii grondare
pure del suo piacere.
Bello bere il caffè con quel liquido dentro,
tutti rossi e soddisfatti.

lunedì 12 dicembre 2011

Non era una fantasia erotica...



stavolta era proprio un sogno porco a tutti gli effetti.
Ero china sulle ginocchia 
e qualcuno mi penetrava da dietro.
Godevo.
Tenevo in mano due cazzi.
Uno duro e bello,
l'altro floscio,
palle altrettanto flosce
come uva che sta appassendo.
Ma non mi perdevo mica d'animo,
continuavo a trastullarli entrambi.
E godevo.

giovedì 1 dicembre 2011

Due seni grandi e un mare di sperma


Questa è la visione che ho avuto l'ultima volta che mi sono masturbata, ossia ieri,
quindi la bottiglia di latte in mano a questa tipa è una chiara allusione ad un altro tipo di latte.
Dania è tornata.
La donna delle mie fantasie sessuali mi ha regalato un altro bellissimo orgasmo,
le gambe spalancate, il clitoride vibrante e la patata mooolto ricettiva.
Ebbene...le è piaciuto sfiorarmi il viso coi suoi capezzoli, che a poco a poco si sono inturgiditi,
ci siamo unite in una danza di corpi:
con Dania a letto è impossibile restare fermi,
con lei addosso non si può non muovere il bacino contro il suo,
non si può rinunciare a percorrere il suo corpo con le mani, fin dove riescono ad arrivare.
Dopo aver usato il nostro uomo come giocattolo sessuale,
per riempire i vuoti che solo lui poteva colmare,
abbiamo deciso di premiare la sua tacita dedizione ai nostri capricci.
Dania l'ha deliziato di una spagnola,
ha stretto il pene coi suoi seni grandi e ha lasciato che scivolasse e scivolasse tra quelli, 
mentre lei stuzzicava i suoi capezzoli con le dita.
Avevo già provveduto ad inumidire pene e seni,
con la mia lingua paziente,
non senza indugiarvi sopra, come piace fare a me.
Ho goduto per lui, quando l'ho visto esplodere in un'eiaculazione che ha riempito i seni di Dania di seme bianco, e lei si muoveva come se lo volesse dappertutto, sul suo petto.

Poi sono scivolata in un sonno pesante.


giovedì 24 novembre 2011

La mia donna immaginaria



Vi avevo accennato qui di una mia fantasia sessuale ricorrente.
Una sorta di vita parallela con una donna che finalmente mi ha detto come si chiama.
Fabrax mi aveva detto che potevo mandarle delle righe e io ho scelto di descrivere alcune delle mie fantasie con Dania.
Così si chiama.
Le cose che immagino su questa donna mentre mi masturbo potete leggerle qui,
nel blog di Fabrax...che ringrazio moltissimo.
Buona lettura!



giovedì 17 novembre 2011

Nelle mie fantasie sessuali...


vivo una vita parallela con una donna.
E' bella in un modo semplice e ha i seni grandi con le aoreole grandi come piace a me.
Mooolto più grandi di quelle della ragazza qui sopra.
Sa benissimo quanto mi piace, non so bene perché siamo finite a vivere la nostra vita in quella luminosa camera matrimoniale, dove non è mai inverno e lei è sempre libera di gironzolare con le sue canotte bianche e larghe che a volte i capezzoli fanno capolino e le si intrugidiscono ad un minimo contatto col cotone.
Oppure indossa un'asciugamani bianco attorno al corpo dorato e fresco di doccia.

E facciamo sesso, sì, facciamo sesso.
Cavolo quant'è intimo raccontare le proprie fantasie.
Quando mi vergognerò un po' meno vi dirò pure cosa facciamo.
A volte c'è un uomo.
Come la chiamiamo questa donna?
A me non l'ha mica detto come si chiama...
e del resto non c'è bisogno di saperlo per fare sesso bene.
Alla faccia del bon ton...

giovedì 23 giugno 2011

...io, la burrosa e suo marito (parte seconda)...



Dove eravamo rimasti??


Ah si, io e la burrosa siamo tette a tette.
Sento una mano calda che mi stringe il fianco, vogliosa, e non è quella di lei, che mi palpa il seno, ma quella di lui. dietro sua moglie è nudo, infila il cazzo tra le cosce di lei e spinge ritmicamente, sento la sua punta morbida e bagnata lambirmi la coscia.
Oddio ho pure voglia di cazzo, sono un'ingorda.
La bionda burrosa ci sfugge, io e lui per un secondo restiamo a fissarci l'uno di fronte all'altra, mentre lei si alza sulle ginocchia, mi prende per le gambe, mi sfila le mutandine e affonda la testa nella mia vagina umida.
Mentre spinge la lingua dentro di me mi fissa, e io non capisco più nulla. Lui raggiunge le tette di lei, che penzolano e le tocca - come lo invidio - la tocca dappertutto, forse le ha pure infilato un dito nella vagina, perché lei all'improvviso emette un gridolino.
Io muovo il bacino assecondando il mio piacere, contro le labbra di lei, contro la parte inferiore del suo viso, che è tutta umida, la sua saliva si mescola coi miei umori, chiudo gli occhi e mi lascio andare completamente, inseguo l'orgasmo.
Finchè non smette, di colpo.
Riapro gli occhi, giusto in tempo per vedere che lui sta per penetrarmi, prende il posto di lei e prende a scoparmi. 
Spinge lento e deciso fino in fondo, getta gli occhi all'insù e geme senza riserve, gli piacciono le fiche particolarmente bagnate, a quanto pare.
Adoro il suo ritmo e desideravo di essere scopata da un uomo.
Le donne mi piacciono, ma il pene di più.
Non sembra preoccuparsi molto di me, ma il modo in cui mi scopa è perfettamente in sintonia col mio godimento. Guardo lei, adesso è nuda, i seni prosperosi in bella mostra, sembra eccitata mentre ci guarda. Gattona verso di me e mi tocca, mi infila la lingua in bocca, poi lascia penzolare le tette sulla mia faccia e mentre suo marito mi scopa mi riempio le mani di quei seni, lecco avidamente i capezzoli. Lei stuzzica i miei, che sono tasti magici e mi fa venire.
Quella pausa prima dell'orgasmo mi pare un'eternità, un salto nel vuoto e poi il piacere mi travolge, mentre lui spinge colpi decisi contro le mie contrazioni e mi sembra che quell'onda non debba finire più.

To be continued.... :)

martedì 21 giugno 2011

...che mentre mi masturbo scrivo racconti erotici...


Mentre mi masturbo cerco di evocare il pensiero più eccitante che posso. A volte però questo pensiero si trasforma in una storia e alla fine, dopo l'orgasmo, è compiuta.
L'ultima volta mi sono ritrovata in viaggio con un'amica, ma senza una stanza in cui dormire, nell'ostello stracolmo.
Una coppietta gentile si è offerta di ospitarmi per qualche notte, da sola, nel letto matrimoniale.
Chissà perché accetto, non ci si può chiedere troppi perché nelle storie, altrimenti si snaturerebbero.
Una notte dopo l'altra, non più di tre, ho modo di respirare il l'odore di questa strana coppia, di sentirmi anni luce lontana dalla mia compagna di viaggio, come se ora il mio viaggio fosse un altro; di ritirarmi in un angolo del letto, di notte, in fuga dal loro calore e di sbirciare le rotondità dei suoi seni, perché lei è burrosa.
Sente che ho voglia di toccarglieli.
Me lo dice con semplicità, una mattina, mentre mangio pane e miele.
Poi, a letto, distesa su un lato davanti a suo marito, mi invita ad allungare la mano verso la sua canotta bianca, troppo larga, lasciva, che cade morbida sulla sua pelle bianca, sui suoi seni prosperosi.
Dietro di lei, suo marito mi nasconde un'erezione, lo so, anzi la struscia contro il suo sedere, ansioso.
Io deglutisco, evito di guardarla in viso, per la vergogna, ma non so fare a meno di attraversare col braccio lo spazio di lenzuola bianche che ci separa e di fare aderire il suo seno al palmo della mia mano.
Caldo.
Il mio palmo è caldo di desiderio, il suo seno è morbido e grande. Il capezzolo si inturgidisce e io lo scopro avida, scostando la canotta.
La guardo, come per chiedere permesso, lei sorride, incoraggiante.
Mi avvicino - la vagina che pulsa - e affondo la testa tra le sue tette, per leccarle, finalmente.
Quanto le ho desiderate.
Non credevo potesse esistere qualcosa di così morbido e buono, dei capezzoli così duri.
Lascio che anche il resto del mio corpo aderisca al suo, voglio il suo ventre. Ma prima la bacio, la bacio con passione, le mie tette toccano le sue, i miei capezzoli li sfrego contro i suoi e la pelle d'oca mi invade la schiena.
E...che dite, continuo?