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giovedì 1 giugno 2017

La foia della distanza

 


Di solito si parla sempre delle storie a distanza
in termini negativi, lamentando l'assenza,
il vuoto e la malinconia che ne derivano.
E anch'io sono d'accordo.
Ma se dovessi provare a descriverne i lati positivi,
direi anzitutto dello spazio che ci è dato.
Lo spazio, la distanza, sono incredibilmente utili 
quando dobbiamo lavorare su noi stessi, 
smussare gli angoli dell'insicurezza e della paura; 
è molto difficile,
quindi si ha bisogno di spazio per non 
gettare addosso la fatica di questo lavoro
sulla persona che ci è accanto.

Direi poi della foia.

Sì, perché dopo una o due settimane senza sesso
hai così tante scimmiette sulla schiena
che ci potresti aprire un circo.

Allora la prima volta è una sveltina,
la foga cinge i corpi, si mescola 
agli umori, ai sospiri;
la foga però non esaurisce la foia
e dopo pochissimo si è di nuovo 
l'uno sull'altra
senza fretta,
l'orgasmo non è più una voragine
da cui si fatica a stare lontani,
è sempre vicino, solo che ci si gode meglio
il viaggio, ci si prende il tempo per cambiare
posizione, ci si dice adorabili porcherie
e si viene ancora più intensamente,
come se avessimo piccoli sensori
su ogni poro. Come se ne avessi a decine 
sui capezzoli.

Se non la puoi colmare,
puoi almeno provare a godertela, la distanza.



P.S. Quel disegno meraviglioso è di Petites Luxures.
Vivamente consigliato.

domenica 17 luglio 2016

Sua Avvenenza | Racconto erotico #1




















Mi trovate al localino vintage di Monti, 
preparo cocktail, sono quella in mezzo ai mazzi di menta.
A volte scopo con i clienti, non sempre.

Stasera è venuto il ragazzo che ho
soprannominato Sua Avvenenza,
ogni tanto si siede qui a bere da solo.
Mi ha chiesto un Rusty nail,
un cocktail fatto di whisky 
e drambuie, un liquore mescolato con miele
e altri aromi tenuti segreti.

Adoro il drambuie, soddisfa la mia fissa per le spezie,
mi fa pensare a vecchie carampane che pestano erbe per
preparare antichi rimedi. Io al massimo pesto il limone,
la menta e lo zucchero di canna.

Sua Avvenenza è veramente un figo,
ha l'aria assente, fredda e mentre lo guardo mi 
sembra di stare al cinema, lo vedo in 16:9.

Si siede al banco davanti a me e io gli servo il cocktail,
alla fine aggiungo pure una ciliegia, una goduria 
con il Rusty nail.

Mi ringrazia a bassa voce
e comincia a bere piano.
Quel cocktail è forte.

Le mie colleghe parlottano di lui,
lo guardano, ridacchiano.
Io mi limito ad agitare le tette davanti al suo 
naso mentre shakero
e non me lo filo manco di pezza.

Sono incasinata, è sabato sera, ognuno 
vuole il suo fottuto cocktail, e io pesto,
diluisco, mescolo, shakero, riempio
i bicchieri di ghiaccio, tanto ghiaccio,
e nel frattempo mi estraneo;
pure mentre stai urlando
che vuoi un vodka lemon
 io penso solo a prepararlo,
come una macchina.

Dopo mezz'ora lui è ancora lì e me ne
chiede un altro. Stavolta mi guarda e alza
un po' la voce per farsi sentire.
Fa un mezzo sorriso imbarazzato.
Quanto è bello.

Glielo servo, mentre una mia collega
si sporge fino al mio orecchio
per dirmi un po' di porcate su di lui.
Sorrido e abbasso lo sguardo,
allungo un rum e coca a una ragazza,

A fine turno rimango da sola,
stasera chiudo io. Mi siedo sul gradino
del bancone e bevo anch'io un Rusty nail,
quel tizio mi ha fatto venire voglia.
Il colpo di grazia mi ci voleva,
sono stanca, ho le dita umidicce,
odorano di limone, di menta, ho le unghie piene di zucchero
di canna e le mani appiccicose d'alcol e succo di mirtillo.

Appoggio la testa al bancone,
il cocktail mi rende brilla velocemente.
Sento che entra qualcuno, cerco di ricompormi come posso


- Siamo chiusi, dico in automatico,
poi vedo scarpe e pantaloni scuri. 
Alzo lo sguardo, è lui, lo strafigo del Rusty nail.
- Cosa bevi?
È gentile nei modi e non è smorfioso.
- Il Rusty nail, mi hai fatto venire voglia.
Si accovaccia vicino a me e mi dice che lo
faccio molto bene. Poi allunga la mano verso
di me, la infila sotto la minigonna. Mi tocca piano,
delicatamente, scopre che sono bagnata. Non scopo da
un mese, la foia è con me.
Sento un formicolio
potente e un gran calore, là in mezzo.

Lui mi guarda mentre muove le dita
con gentilezza. Io appoggio il bicchiere e mi godo
il momento. Il tizio si inginocchia, mi dispiace
per i suoi pantaloni, il pavimento fa schifo.
Mi toglie gli slip, li tiene in una mano e avvicina
la testa al mio sesso; prima di infilarla
sotto la minigonna mi lancia un'occhiata.

Bramo un orgasmo.
Liscio, grazie.



venerdì 11 dicembre 2015

"Questo è il mio spazio, quello è il tuo"



Guardateli questi due qui sopra, come sono in equilibrio. Non invadono l'uno lo spazio dell'altro,
eppure sono molto vicini.

Io questa cosa dello spazio l'avevo sottovalutata,
in tutti i sensi. E invece è fondamentale.

Il colore di una stanza può cambiare l'umore.

Anche in una storia lo spazio è importante.

"Questo è il mio spazio, quello è il tuo, io non 
entro nel tuo, tu non entri nel mio".

Non vuol dire che non lasciamo entrare nessuno nella nostra vita,
vuol dire solo che è giusto lasciare lo spazio per viverla
nel modo in cui ci si sente a proprio agio.

Bisogna lasciare lo spazio, la libertà di essere sé stessi.
Bisogna lasciarlo per esprimere quello che 
sentiamo nel modo in cui ci viene spontaneo,
senza esigere.

Non si può stare con qualcuno in modo assoluto,
bisogna stare anche con sé stessi, nel proprio
spazio. È lì che possiamo ritrovarci, è lì che 
ricarichiamo le batterie per non sfogare sull'altro
il proprio malessere.

Bisogna curare il proprio spazio, perché è vita.

Pure scopare sempre nello stesso posto non va bene,
siete d'accordo?

E niente, oggi avevo voglia di sentenziare
sullo spazio.


sabato 17 ottobre 2015

Un bicchiere di vino per me sola




Vi capita mai di uscire da soli, sedervi da
qualche parte e concedervi una cosa da bere?
La mia coinquilina è astemia, studia,
ha freddo, è stanca, e così se mi gira di uscire
last minute mi ritrovo spesso da sola.

Giorni fa sono andata in un locale
che ho scoperto da poco, piccolo, accogliente
e bellissimo, dove ho notato sin da subito
la gentilezza del personale.

Adoro sedere al bancone, quando vado lì
lo faccio sempre. Se ti siedi al bancone non 
ti va poi così tanto di isolarti.
L'altro giorno,
ispirata dalla copertina col bicchiere Martini, ho portato
con me La tregua di Mario Benedetti,
visto che stavo andando in un bar. Che fantasia, eh?

Ho sorseggiato del vino rosso e per un'oretta
mi sono immersa nella lettura
come non succedeva da giorni.
Succhiavo olive bianche, rosicchiavo bruschette
e sorbivo vino, prima di cena.

Ce n'è qualcuno tra voi?
A me ispirano racconti, i bartender.
Vi piacerebbe leggere racconti zozzi su
qualcuno che sa preparare un cocktail come 
si deve?

giovedì 17 settembre 2015

Questa è l'intimità





Qualche sera fa mi trovavo a San Lorenzo, 
un quartiere romano un po' malfamato.
Frequentato da giovani universitari,
è disseminato di locali e di ragazzi che
a ogni angolo ti chiedono se vuoi del fumo.

Me ne stavo in questa vineria a bere un bicchiere di bianco
- è tutta l'estate che bevo vino bianco -
accanto al mio tavolo c'erano due donne
sedute davanti a uno spritz
e un tripudio di olive, arachidi
e patatine.

Una di loro parlava a voce alta, gesticolava animatamente
 e quando ho prestato ascolto alla sua voce
ho sentito (tutti hanno sentito):

... questa è l'intimità, il tuo uomo che, quando
tornate a casa, ti toglie le mutandine
e se le porta al naso. Poi le butta via e ti lecca
la fica fino a farti venire, senza che tu vada prima al bagno.

Questa è l'intimità, è il tuo uomo che ti guarda
venire, e che mentre viene ti dice "guardami,
guarda cosa mi fai".

Questa è l'intimità, è evitare di nascondere le proprie
paure e mostrarle all'altro come mostri il tuo orgasmo.

Questa è l'intimità, è il tuo uomo che si addormenta
con la faccia fatta dei tuoi umori; intimità vuol dire
non togliere via i rispettivi umori dal
viso, prima di baciarsi.

Questa è l'intimità, ripeteva come un mantra.
Questa è l'intimità.

E chi sedeva ai due o tre tavoli vicino al suo,
alla fine ha applaudito.

venerdì 26 giugno 2015

Sogni erotici e un pizzico di Hitchcock





Ecco, stanotte ho sognato che tornavo sui banchi
di scuola, la mia vecchia scuola media,
per imparare non so cosa.

Guardavamo le scene di un film di Hitchcock
e leggevamo passi del libro da cui era stato tratto,
il nostro insegnante era Goffredo Fofi, 'na cosetta, proprio.

E mentre seguivo la lezione il ragazzo
seduto vicino a me lasciava scivolare
la mano tra le mie cosce, una mano da chitarrista,
con le unghie un po' lunghe; percorreva i
miei jeans scuri e raggiungeva il mio sesso.

Poi le dita cominciavano a muoversi in tondo, per stimolarmi,
 io mi eccitavo e volevo fargli sapere quanto mi piacesse.

"Vuoi che arrivi all'orgasmo, qui a lezione?"
ansimavo.
Allora ha ritirato la mano, ma, prima di andare via,
mi ha cinto la nuca con un braccio
e mi stampato un bacio sulle labbra, 
come fossimo alle medie.

La cosa che ricordo con piacere era che
sorrideva. Era felice di avermi agguantata.

Mi sono svegliata accaldata, sudata, il sogno ancora
vivo sulle mie pupille e nei miei ricordi.

Mi sono riaddormentata e, non contenta, ho ripreso 
a sognare di quelle lezioni, mi risvegliavo sul banco,
vicino a lui, che mi diceva che gli ero mancata e 
che non era riuscito a studiare.

Mi sembrava carino come sogno erotico,
molto meglio dell'ultimo, in cui mi masturbavo
con un vibratore a forma di Ken: infilavo
la sua testa sorridente in vagina.

Questo però lo racconto un'altra volta.


martedì 21 aprile 2015

Questione di stronzaggine maschile






Insomma ero per strada, col mio bel muffin al triplo cioccolato,
avevo appena finito di formulare un pensiero che suonava così:
Quale problema un muffin non può alleviare almeno un po'?
Sono passata davanti a due ragazzi che hanno detto:

Un muffin... saranno carenze d'affetto!

Io mi sono limitata a girarmi e guardarli male,
ho continuato a masticare, piuttosto che urlare:

E invece voi sempre troppe seghe, eh?

Ho pensato che urlare così non fosse appropriato per una ragazza.
Sarà che è un brutto momento, sarà che oggi è una ricorrenza
che mi mette tristezza e il tempismo di quella battuta
non è stato proprio ideale,
ma a volte gli uomini sanno essere proprio stronzi.

Esattamente come noi donne.


lunedì 10 novembre 2014

Libri e sex toys, uno spazio al femminile | Tuba Bazar





Si chiama Tuba, la libreria delle donne di Roma,
e come si poteva chiamare?
E' un carinissimo locale del quartiere Pigneto, 
in cui la selezione dei libri è tutta al femminile:
Virginia Woolf, Goliarda Sapienza, Saffo...
e poi si possono anche fare acquisti hot,
dato che è fornita di sex toys.
Secondo me sono un'accoppiata vincente,
i sex toys e i libri, intendo.

Mica una donna può leggere sempre.

Poi ha voglia di masturbarsi.
Vuoi mettere toccarsi dopo aver letto un buon libro?
Io l'ultima volta ho preso questo qui, è un molto,
molto bagnato.



Se passate da Roma fateci un salto, 
c'è un bel bar dentro, e la selezione
dei libri merita.

Sacre tube.


lunedì 13 ottobre 2014

Sull'orlo dell'orgasmo




Stanotte ho sognato che volevo masturbarmi,
ma c'eri tu.
L'ultima volta che l'ho fatto è stato qualche ora prima che 
la mia famiglia subisse un lutto.
Sono passati due mesi e non ho trovato 
il tempo, la voglia e la calma per allungare la mano 
e toccarmi.

Ma ho fatto l'amore con te,
come quella notte in cui sei stato tu ad
allungare la mano nel buio per toccarmi.

E poi hai affondato la testa giù e hai assaggiato
l'umore di ragazza bagnata di fresco.
Ce l'avevi tutto sul viso quell'umore,
e io ti ho baciato perché mi eccita un sacco.

L'abbiamo fatto, io sopra di te a cosce aperte
e tu detti sempre il ritmo del mio piacere,
quando via veloce e io mi ritrovo lì,
sull'orlo di un orgasmo, cercando di non venire.

Ma non riesco a controllare i tuoi movimenti
e non posso fare a meno di cedere all'orgasmo intenso
di te che mi penetri fino alla fine.


lunedì 17 febbraio 2014

Io come uomo e tu come donna





Io poltrivo a letto, tu in cucina a fare colazione.
Quando mi sono alzata con gli occhi pieni di sonno
sono venuta ad affondare il naso nel tuo collo,
mentre lavavi i piatti.
E c'era l'odore della tua pelle, 
io non credo possa mentire,
se mi piace così tanto ci sarà un motivo;
e poi c'era la tua vita e io che la cingevo
così bene, per tenerti stretto;
e poi c'era il tuo pigiama e io lo so
che non porti niente sotto.
Allora ho preso a toccarti, a stringerti, 
a muovermi contro di te. 
E poi c'era che mi mancavi, 
così quando finalmente ti sei girato verso di me,
coi miei nuovi muscoletti da palestra,
ti ho trascinato verso il letto,
mentre camminavi all'indietro e
perdevi le pantofole come quella lì,
come si chiama, quella che perde la scarpa.
Allora ti ho baciato dappertutto
e poi sì, sono scesa giù.
I ruoli invertiti mi piacciono.

venerdì 10 gennaio 2014

I pochi versi di chi ama prenderlo in bocca




Prenderlo in bocca è una lingua che so parlare bene,
anche quando sto male, faccio l'amore così.
Dentro, fuori, con tanta saliva, delicatamente,
ma lo stringo bene.
Sudo anch'io, mi eccito, guardo il tuo bacino per
vedere se seguo bene il tuo ritmo,
sembra che i miei seni vogliano partecipare, 
tanto i capezzoli s'inturgidiscono.
E quando vieni
- schizzi di sperma a ondate -
soddisfi pure me.


giovedì 26 dicembre 2013

Sexy Christmas




Questo Natale strano senza di lui,
che ormai è casa insieme al viso di mia madre
e al musetto del gatto.

La parola d'ordine è costruire.
Un giorno butterò le pillole e sveglierò
le mie ovaie dal torpore;
intanto parliamo del nome.

Mi piace quando lui mi regala qualcosa per noi,
come adesso, mi ritrovo con della lingerie
nuova molto sexy.
Non vedo l'ora di ripetere l'esperienza, tu torni a casa 
e io sono lì a toccarmi, mentre ti aspetto.

venerdì 20 dicembre 2013

L'amore è un ricordare





Si dicono tante cose ovvie, poi realizzi che sono pure vere.
Sono sempre più convinta che l'amore sia un continuo ricordare.
Non puoi considerare una persona per quello che ha fatto 
nell'ultima settimana, devi considerare tutto quello
che ha fatto con te e per te.
A volte però ci si chiede
 Chi è questa persona che mi vive accanto?
Quella che a volte mi ferisce con gesti e parole
o quella che mi ha capita, stimolata e amata
con mille attenzioni?
Entrambe.
Una parte di questa persona non esclude l'altra.
Mi racconta la mia amica sposata.

domenica 8 dicembre 2013

La voglia di toccarsi




Dopo un po' di anni, ho ripreso i contatti
con un uomo che ho conosciuto su un forum 
dedicato a tematiche sessuali. Con olio di gomito
e crema alla calendula, amava masturbarsi 
parecchie volte al giorno. Parlava di come lo 
facesse, all'alba e al tramonto, godendo dei suoi umori,
non poteva fare a meno di stimolare la prostata con l'aiuto
di piccoli dildo.
E, signore e signori, ha più di cinquant'anni,
 e una vita sessuale altrettanto soddisfacente con la sua compagna.

Ho sempre ammirato questa sua consapevolezza 
sessuale, questo desiderio, questa pulsione sempre viva.
Io ho una vita sessuale soddisfacente,
ma non mi masturbo più da un mese o due.
Persa tra invio curricula, compilando questo o quel form
per iscrivermi ai siti annunci di lavoro,
sempre in giro per appiccicare volantini
e far sapere al mondo che vorrei dare lezioni private,
non sento più quel formicolio che mi invitava
a toccarmi.
Non dimenticarti di te stessa, avverte il mio amico,
il tuo piacere è importante.
Allora lo cerco, in due è più facile trovarlo, il 
mio uomo sa toccare i tasti giusti.

Ieri, in compagnia di un'amica, vado alla Fiera della piccola
e media editoria di Roma, Più Libri più Liberi,
a fare quello che mi piace di più, sentir parlare di libri,
per poi leggerli e scriverne a mia volta.
Prendo appunti, twitto in diretta.
Voglio fare questo.

Al ritorno, io e la mia amica simil egiziana parliamo
di cinema. Io vorrei vedere La vita di Adele, dico, me ne 
hanno parlato bene. E lei: Te lo sconsiglio. E' molto bello,
ma ci sono scene dettagliate e lunghissime sui rapporti sessuali della
protagonista con la sua ragazza.
Bene, penso riconoscendo quel caldo formicolio,
 bentornata voglia di toccarmi.
 

mercoledì 27 novembre 2013

Intorno alle palle







Nessuno è perfetto.
Il mio uomo ad esempio soffre il solletico nelle palle.
Peccato perché sono bellissime.
Io non sono mai stata una fanatica dello scroto,
ma le sue sono proprio belle, ben fatte, sode
e tenere allo stesso tempo.
Quando le tocco sembro una deficiente,
faccio urletti come se stessi accarezzando un micetto.
E lui ride.
Ride perché le chiamo in modi assurdi,
perché dico cose buffissime,
ma anche perché lui soffre il solletico in quella zona.
E io non le posso leccare.
Uff.
Ma so che ad altri maschietti piace 
la stimolatio pallorum.
Mah...forse gli passerà...una volta anch'io soffrivo 
il solletico dappertutto...
ma era che non sapevo lasciarmi andare.

venerdì 22 novembre 2013

Pippo Civati il sogno erotico?






Fatemi sbavare un attimo su Civati e poi basta,
perché sono delusa pure da lui.
Attualmente comunque resta il più scopabile 
del parlamento.
Come? Di Battista?
Sì, bel ragazzo, ma dice certe cazzate che non mi si
bagna nemmeno un po'.
Civati un sogno erotico?
Non solo. 
Perché per un attimo piccolissimo ho sperato che
cogliesse al volo l'opportunità di lasciare
il PD e fondare un partito tutto suo,
dato che di delusi da questo partito ce ne sono da vendere.
Quelli desiderosi di una sinistra VERA, non la versione democristiana
prosciugapalle  di Letta e Renzi, non so se mi spiego.
Una che manco ve la ricordate più.
E lui è giovane, preparato, pareva pure coi coglioni,
e poi..."che dovevo fare, farmi buttare fuori dal PD?"
Non piagnucolare, caro scopabilissimo Pippo, ché
ci avresti guadagnato non poco.




Sbaviamo un altro po' su questa foto molto Robert Redford...




e speriamo che arrivi presto un altro uomo o un'altra donna
che ci faccia sperare ancora di intravedere una possibilità
di riscatto per gli elettori di sinistra con la memoria lunga.

mercoledì 20 novembre 2013

Il decalogo della convivenza felice - Al femminile









No, non sarò così arrogante da dire
che ho le regole perfette in tasca, perché non ce l'ho.
Ma mi piaceva questo titolo, perché ultimamente
sono a caccia di cose "felici", libri, film, eccetera.

Dopo quasi due mesi di convivenza sento di poter 
abbozzare una lista, magari nel tempo cambierà,
si arricchirà.



1) Dire ciò che non ci va dell'altro senza rimandare,
con rispetto ed educazione

Questo mi ha insegnato anni e anni di convivenza con sconosciuti,
e vale pure per la convivenza di coppia. Se te le tieni in gola, le cose
che non ti vanno si ingigantiscono.

2) Non far notare troppo bruscamente al tuo lui che fa parte 
di quel genere umano che,
da che mondo è mondo, fa pipì sul bordo della tazza.

Il mio ragazzo è pulitissimo fortunatamente, ma ho avuto 
altre brutte esperienze. Ma, dico io, sedersi no? 
Andate di fretta?

3) Non lasciarsi andare mai troppo, quando si soffre.

Non ho scritto per un po' perché avrei parlato solo di mancanza 
di lavoro. Sinceramente ammorbarvi i coglioni mi dispiacerebbe.
So che ultimamente mi sono lasciata troppo andare per questo 
e non va bene. Bisogna aggrapparsi alle cose quotidiane,
non estraniarsi, ne va pure del rapporto di coppia.

4) La cura del pelo pubico aiuta molto la convivenza.

Mi sono lasciata andare al punto che non la curavo più.
Il giorno che ho ricominciato ad averne cura
 fare l'amore è venuto moooolto meglio. 

5) Discutere fa bene, ma è meglio farlo con lo spirito di chi
vuole arrivare ad una conclusione costruttiva, non per 
il gusto di scornarsi.

6) Le persone sbagliano, anche quelle che amiamo. Il passar
sopra agli errori dell'altro è commisurato a quanto ci teniamo.

Sempre nel rispetto reciproco eh, 
non è che se tu mi picchi io ti amo troppo
quindi pace. D'accordo????

7) Se lui dice frasi come "Cosa ti cucino stasera?",
"Non è che perché stai con me mi devi stirare le camicie", o
"Le pulizie si fanno insieme" è sicuramente papabile e meritevole
dei vostri più sentiti blow jobs.

8) Se poi però dice pure "La spazzatura la butto solo io"
vi dovete dare una regolata. Eh.

9) Cercare di non invadere la casa con le proprie cose,
fossero calzini o grucce o altre cianfrusaglie, aiuta
la convivenza senza spargimenti di sangue.

10) Si tromba almeno due-tre volte la settimana e questo
distende tutti i conflitti, aiuta il sonno, fa smaltire le calorie,
la circolazione sanguigna e tutto il resto.


Ecco, a grandi linee. Mancheranno altre cose fondamentali,
sono sicura. 

Del resto, sto ancora imparando.

giovedì 17 ottobre 2013

Francesca Woodman | How to disappear completely | ARTE






Voglio essere leggera.
Non voglio pesare su nessuno.
Istintivamente, cerco di mangiare il meno possibile,
ma lo so che non funziona così.
Forse se sparissi...ecco ci sono dei momenti
bui in cui proprio non vorrei esistere,
vorrei essere trasparente, fondermi con quello che ho 
intorno.
Non esistere, incolore, indolore.






Mia madre dice sempre che sono leggera quando scrivo,
gli amici mi descrivono come un vino bianco, frizzante;
eppure c'è una pesantezza, dentro di me,
quel lato buio che non piace per niente a chi è 
capitato di intravederlo.








Vorrei essere gioia e luce.





Citavate Francesca Woodman, così ho voluto dedicarle un post.
Era una fotografa immensa e si suicidò a ventidue anni.
Ognuno interpreta le opere d'arte in base al suo vissuto, al proprio
sentire, così ho descritto cosa significhino, secondo me,
le sue foto, come le sento io.
La canzone dei Radiohead di cui ho messo il link
 esprime bene questo sentimento del voler sparire,
perché appartiene a quel periodo in cui Yorke aveva
qualche difficoltà a gestire il successo.
Dice anche:

I walk through walls
I float down the Liffey
I’m not here
This isn’t happening
I’m not here
I’m not here


Io la trovo perfetta. 

La prossima volta le sue foto più sconce, promesso.

mercoledì 16 ottobre 2013

Oh merda, sono casalinga



Ecco, questa è la mia cucina, qualche sera fa.
Sono una casalinga.
Faccio una torta al cioccolato soffice
come una nuvola, poco fa ho quasi stirato
una sua camicia, metto a posto le sue cose
mentre è al lavoro.
Faccio ottimi pompini,
ma sono una casalinga.
E' stato bello.
 :)

mercoledì 9 ottobre 2013

Le foto sexy di Rebecca Tillett | Arte


Rebecca Tillett

Mi spreco su Linkedin, per riuscire a riassumere
quello che cazzo so fare.
So fare tante cose: scrivo di letteratura per un blog in vista,
ho esperienza come organizzatrice di eventi culturali,
ho studiato per lavorare in realtà museali,
so cos'è la gestione integrata di un territorio,
sto imparando a creare eBook,
ma mentre sono di nuovo in cerca di lavoro
un novello ingegnere viene a dirmi che
lo vogliono assumere per scrivere i contenuti
di un blog "d'arte".
"Riesci ad immaginare uno più inadatto di me?"
- mi scrive -
"io, che non so distinguere un fontana da un'esplosione dei pantaloni".
Sei intelligente, puoi fare quello che vuoi,
gli dico senza dissimulare troppo la rosicatio.
E nel frattempo mi fioccano mille idee per quel blog.
Penso a quanto mi piacerebbe fare una cosa del genere. 
Pagata.
Nel frattempo guardavo le foto in mostra da Mondo Bizzarro,
una galleria bizzarra di Roma, che espone le foto di Rebecca Tillet.
Padre suicida, madre cameriera.
Riuscite ad immaginare un'artista più dannata di questa?

Rebecca Tillett