giovedì 29 agosto 2013

Giovani, innamorati e transgender




E' da quando è uscita questa notizia che ci penso e 
quello che provo è un autentico stupore per come gli eventi si siano
susseguiti per consentire loro di 
perseguire la loro scelta.
Questi due ragazzi una volta erano del sesso opposto.
La storia mi ha stupita perché sono giovanissimi e,
se non si ha una famiglia che appoggia una scelta radicale come
il cambio del sesso e se non si hanno i soldi per le operazioni e 
tutto il resto, tutto diventa estremamente difficile,
quasi impossibile.
La giovane età mi sorprende anche perché mi chiedo
quale grado di consapevolezza debba aver raggiunto un adolescente
per prendere una decisione così drastica.
Non credo che non possa succedere, eh, dico solo che
spesso a quell'età si dorme ancora profondamente,
non si ha una consapevolezza di se stessi così spiccata.
A meno che non si sia sofferto a tal punto che ci si è svegliati come a ceffoni,
per guardare in faccia la realtà.
Un altra cosa che mi ha stupita...e di cui ho parlato con un 
collega gay è stato l'aspetto chirurgico e tutto ciò che comporta 
al livello del piacere sessuale.
Io non conosco bene l'argomento, ma come si fa a ricreare un clitoride?
Non si può.
Come si fa a far sì che un pene ricostruito chirurgicamente
riservi lo stesso piacere?
Illuminatemi.
Questi due ragazzi hanno rinunciato al piacere pieno del loro 
sesso per una strada nuova, ignota e senza ritorno.
Una strada che sembra renderli molto felici.
Il mio collega gay non sembrava stupito come me,
perché sa cosa vuol dire vivere in un corpo
che non senti tuo, anche se quando fai sesso
godi come non mai.
E' stato lo scambio di idee più proficuo
che avessimo mai
avuto.
Voi che ne pensate?

sabato 24 agosto 2013

Venire in sogno - Shunga al British Museum





A volte sono così pudica...ho sognato di masturbarmi
e sono venuta, un dito poggiato sulla clitoride.
Non era la prima volta che mi capitava,
certe volte l'orgasmo è una pura proiezione del
sogno, subito dopo mi sveglio e il mio sesso
è in stato di quiete;
altre volte, se mentre vengo in sogno mi sveglio,
mi basta stringere le cosce per sentire 
delle vere contrazioni orgasmiche.
Il cervello è magico.
Ho sognato di masturbarmi perché, prima di dormire,
avevo letto un articolo sul Venerdì di Repubblica,
in merito ad una mostra che si terrà a Londra.
Una mostra di Shunga.
Non sapevo che fosse la pittura erotica giapponese 
dell'epoca Edo. In Europa quindi non giungeva solo
la raffinata influenza dell'ukiyo-e,
che gli impressionisti subirono entusiasti,
giungevano pure questi delicati disegni erotici.
L'autore dell'articolo avanzava l'ipotesi che Courbet
avesse dipinto L'origine del mondo ispirato dagli Shunga.
L'origine del mondo, sì, questo splendido capolavoro
al D'Orsay di Parigi.


Courbet secondo me era femminista.
Comunque lo adoro perchè senza di lui e il suo Padiglione del Realismo
probabilmente gli impressionisti non avrebbero avuto la possibilità di 
esporre e di venire fuori in modo prorompente.
E si sarebbe continuato a dipingere di storia, letteratura ed episodi bibblici,
a discapito dei temi della quotidianità.
Tipo una bella figa.


Comunque quello che mi stupisce di questi shunga è la
dimensione spropositata dei genitali.
In ogni caso i giapponesi, in quanto ad erotismo, 
sono sempre stati avanti.



E poi, a parte la lettura erotica pre sonno,
mi manca il mio uomo.

martedì 20 agosto 2013

Uomini di merda






Io non credevo alle mie orecchie.
Vi racconto una storia.
C'è una ragazza, che chiamerò Anna, che una volta
stava con uno stronzone di nome Giulio.
Lui aveva troncato dopo sei anni con una ragazza e si 
era invaghito di Anna, del suo essere solare,
del suo non creare problemi e delle sue tette floride.
Ci faceva sesso come con nessun'altra, Giulio.
Ma quando la ex si faceva risentire, lui era
tutto emozionato, non poteva ricacciare indietro il 
passato, ci pensava ancora.
Ebbene.
Lui e Anna si sono lasciati ed è tornato con la
ex: si sono sposati.
Ma lo sapete che fa?
Periodicamente si toglie la fede e va a trovare Anna,
per parlarle di quanto facesse bene l'amore con lei,
con la moglie non va.
Le dice che la casa è vuota, che se ne potrebbe 
approfittare, se lei lo volesse.
Anna sa tutto del matrimonio
- potenza di facebook -
ma non gli dice nulla, ascolta in silenzio le sue avances
e poi torna a casa.
E lui pure.
Con le palle piene e doloranti, suppongo.
Anna, quando ho detto questo, ha riso.


mercoledì 31 luglio 2013

Gli uomini della mia vita




Raccolti nei sogni.
Tra i miei sogni ricorrenti c'è sempre stato
quello di dover tornare a scuola.
Stessi compagni, stessi insegnanti, stesse aule,
come se nella vita non avessi imparato mai niente,
come se fossi rimasta sempre allo stesso punto.
Stanotte no, la scuola era diversa,
tecnologica, aule nuovissime, insegnanti giovani,
ma non sapevo dov'era, mi affidavo al tassista.
E tra i miei nuovi compagni s'aggirava il fantasma di mio padre,
io ero dispiaciuta, ma anche risollevata, perché nella 
morte avevo ritrovato un rapporto esclusivo con lui.
Senza la matrigna stronza di mezzo;
senza la nonna col complesso d'Edipo per il figlio.
Lo potevo vedere solo io, come nei cartoni animati.
Era triste, mi passava fogli accartocciati,
le sue lettere intrise di malinconia.
E il mio romanzo, che aveva preso a correggere,
lui che mi ha trasmesso l'amore per la penna
senza saperlo.
Mi pare che il rapporto con mio padre
somigli molto a quello con un grande amore impossibile.
Impossibile.
E quell'amore non muore.
Poi c'è l'altro amore,
quello che mi viene una gran voglia di farci un figlio.

sabato 27 luglio 2013

Il concetto di famiglia - Jackson Pollock



Il concetto di famiglia per me è astratto.
Come i dipinti di Pollock, tipo, no?
C'è chi ne sminuisce la pittura, per me quest'amore è cominciato
 quando puntai il videoregistratore su retequattro, in piena notte, 
per registrare Pollock, il film di Ed Harris,
che era pure il protagonista.

Un uomo, anziché stare faccia a faccia con 
la tela, sul cavalletto, la stende per terra; anziché usare solo
le braccia, dipinge muovendosi con tutto il corpo, come se danzasse;
anziché poggiare il pennello contro la tela, 
lascia che il colore goccioli, a seconda dei suoi 
movimenti. E che colori. 
Per me è magico, rivoluzionario, come quando 
Monet dipingeva con le dita le ninfee o
il duomo di Rouen nelle varie ore del giorno,
per vedere com'era diversa la luce.
E poi, stando giorni e giorni sul pavimento, le sue opere diventavano
un memoriale - un ricettacolo - di tutto ciò che c'era nella stanza 
dove dipingeva, quindi cenere di sigarette, polvere...
Sto divagando.
E' che la famiglia non mi piace.
Meglio Pollock.




Per me famiglia sono al massimo due persone.
Cugini, zii, bisnonni, non sono più famiglia.
La famiglia, non è detto che viva a casa con te,
spesso a casa ci ritroviamo i peggiori stronzi.
A volte nemmeno tuo papà è famiglia.
Se pensa che tu non meriti niente,
che, in quanto figlio, devi dare è basta,
devi portare rispetto.
Così, per astratto.
Perché il suo pennello ha lasciato gocciolare
sperma incolore nel ventre di tua mamma.
Ma non basta eh, riconoscere ad un genitore l'autorevolezza
 è qualcosa che avviene col tempo, non
è dato giusto perché ha generato.

Per me la famiglia in cui credere è solo quella che vorrai
creare, col viso rivolto al futuro.
E ti fotte che pensi che non farai gli errori
dei tuoi stessi genitori;
ma se prendi atto del fatto che ne farai altri,
che anche tu lascerai ai tuoi figli dei complessi,
e che devi essere pronto a metterti continuamente
in discussione per parlarne con loro
va un po' meglio.

Per me famiglia, il più delle volte, sono stati gli amici.