martedì 17 settembre 2013

How do you like it? - #A me a letto piace




A me a letto piace il primo tocco della sua lingua sul mio sesso,
somiglia molto ad una scossa;
e io sono sempre tesa, ma lasciarmi andare, oh, è facilissimo;
a me a letto piace quando sono talmente eccitata che
il suo pene scivola dentro con gran piacere,
i miei umori che lo avvolgono.
A me a letto piace pensare al suo orgasmo imminente,
 sentire poi i gemiti che l'accompagnano
e lo sperma.
A me a letto piace essere strumento del suo piacere,
oh, che venga strusciandosi su di me...
A me a letto piace pure quando arrivo al culmine del piacere,
ma senza venire, e faccio sì che quel culmine duri
ancora e ancora.
 A me a letto piace quando spinge forte mentre vengo,
più forte di prima, e continua con piccoli affondi finché ce n'è,
finché si continua a contrarre lo spazio tra le mie cosce.

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lunedì 16 settembre 2013

A vivere insieme?




Ho deciso di andare a vivere col mio uomo, tempo fa.
Non ho mai avuto il minimo dubbio, devo dire...
Abbiamo passato l'inverno insieme, nei periodi in cui
entrambi non lavoravamo esistevamo solo noi,
e lui dormiva sempre da me.
Colazione insieme.
A me dopo aver mangiato piace sempre andare a
sedere a cavalcioni su di lui, e parlare, non chiedetemi perché.
Butta la spazzatura, sa cucinare, la lecca magnificamente...
why not?
Ora che siamo lontani penso sempre a quando mi svegliava
con un bacio.
Ma sfortunatamente sto leggendo un libro strano, si chiama
La sonata a Kreutzer, di Tolstoj.
Non l'ho ancora letto tutto, ma la metà mi ha scioccata abbastanza.
Tra le prime pagine c'è una tirata sul matrimonio 
che potremmo tranquillamente controfirmare tutti,
perché sono le nostre paure messe nero su bianco.

- L'amore è l'esclusiva preferenza di uno o di una persona rispetto
a tutti gli altri,- ella disse.
- Preferenza per quanto tempo? Per un mese, per due, o per mezz'ora? -
proferì il signore canuto, e si mise a ridere.
[...]
- Per quanto tempo? per un pezzo, per tutta la vita certe volte, - 
disse la signora alzando le spalle.
- Ma questo c'è solo nei romanzi, e nella vita non c'è mai.

Ma preferisco leggere questo.
Mi sorprende una cosa...a volte ho avuto una gran paura
di affrontare la vita, non ho molta fiducia in me stessa,
così mi sono rifugiata in un isolamento, in una chiusura
che mi proteggesse da tutto ciò che c'era fuori delle mie quattro mura.
Bene. 
Questo...il matrimonio, la voglia di creare una famiglia,
 è una delle cose da cui non voglio proteggermi, una di quelle
 a cui voglio andare incontro.
Anche se nella mia famiglia vedo tante unioni
disastrose.

giovedì 29 agosto 2013

Giovani, innamorati e transgender




E' da quando è uscita questa notizia che ci penso e 
quello che provo è un autentico stupore per come gli eventi si siano
susseguiti per consentire loro di 
perseguire la loro scelta.
Questi due ragazzi una volta erano del sesso opposto.
La storia mi ha stupita perché sono giovanissimi e,
se non si ha una famiglia che appoggia una scelta radicale come
il cambio del sesso e se non si hanno i soldi per le operazioni e 
tutto il resto, tutto diventa estremamente difficile,
quasi impossibile.
La giovane età mi sorprende anche perché mi chiedo
quale grado di consapevolezza debba aver raggiunto un adolescente
per prendere una decisione così drastica.
Non credo che non possa succedere, eh, dico solo che
spesso a quell'età si dorme ancora profondamente,
non si ha una consapevolezza di se stessi così spiccata.
A meno che non si sia sofferto a tal punto che ci si è svegliati come a ceffoni,
per guardare in faccia la realtà.
Un altra cosa che mi ha stupita...e di cui ho parlato con un 
collega gay è stato l'aspetto chirurgico e tutto ciò che comporta 
al livello del piacere sessuale.
Io non conosco bene l'argomento, ma come si fa a ricreare un clitoride?
Non si può.
Come si fa a far sì che un pene ricostruito chirurgicamente
riservi lo stesso piacere?
Illuminatemi.
Questi due ragazzi hanno rinunciato al piacere pieno del loro 
sesso per una strada nuova, ignota e senza ritorno.
Una strada che sembra renderli molto felici.
Il mio collega gay non sembrava stupito come me,
perché sa cosa vuol dire vivere in un corpo
che non senti tuo, anche se quando fai sesso
godi come non mai.
E' stato lo scambio di idee più proficuo
che avessimo mai
avuto.
Voi che ne pensate?

sabato 24 agosto 2013

Venire in sogno - Shunga al British Museum





A volte sono così pudica...ho sognato di masturbarmi
e sono venuta, un dito poggiato sulla clitoride.
Non era la prima volta che mi capitava,
certe volte l'orgasmo è una pura proiezione del
sogno, subito dopo mi sveglio e il mio sesso
è in stato di quiete;
altre volte, se mentre vengo in sogno mi sveglio,
mi basta stringere le cosce per sentire 
delle vere contrazioni orgasmiche.
Il cervello è magico.
Ho sognato di masturbarmi perché, prima di dormire,
avevo letto un articolo sul Venerdì di Repubblica,
in merito ad una mostra che si terrà a Londra.
Una mostra di Shunga.
Non sapevo che fosse la pittura erotica giapponese 
dell'epoca Edo. In Europa quindi non giungeva solo
la raffinata influenza dell'ukiyo-e,
che gli impressionisti subirono entusiasti,
giungevano pure questi delicati disegni erotici.
L'autore dell'articolo avanzava l'ipotesi che Courbet
avesse dipinto L'origine del mondo ispirato dagli Shunga.
L'origine del mondo, sì, questo splendido capolavoro
al D'Orsay di Parigi.


Courbet secondo me era femminista.
Comunque lo adoro perchè senza di lui e il suo Padiglione del Realismo
probabilmente gli impressionisti non avrebbero avuto la possibilità di 
esporre e di venire fuori in modo prorompente.
E si sarebbe continuato a dipingere di storia, letteratura ed episodi bibblici,
a discapito dei temi della quotidianità.
Tipo una bella figa.


Comunque quello che mi stupisce di questi shunga è la
dimensione spropositata dei genitali.
In ogni caso i giapponesi, in quanto ad erotismo, 
sono sempre stati avanti.



E poi, a parte la lettura erotica pre sonno,
mi manca il mio uomo.

martedì 20 agosto 2013

Uomini di merda






Io non credevo alle mie orecchie.
Vi racconto una storia.
C'è una ragazza, che chiamerò Anna, che una volta
stava con uno stronzone di nome Giulio.
Lui aveva troncato dopo sei anni con una ragazza e si 
era invaghito di Anna, del suo essere solare,
del suo non creare problemi e delle sue tette floride.
Ci faceva sesso come con nessun'altra, Giulio.
Ma quando la ex si faceva risentire, lui era
tutto emozionato, non poteva ricacciare indietro il 
passato, ci pensava ancora.
Ebbene.
Lui e Anna si sono lasciati ed è tornato con la
ex: si sono sposati.
Ma lo sapete che fa?
Periodicamente si toglie la fede e va a trovare Anna,
per parlarle di quanto facesse bene l'amore con lei,
con la moglie non va.
Le dice che la casa è vuota, che se ne potrebbe 
approfittare, se lei lo volesse.
Anna sa tutto del matrimonio
- potenza di facebook -
ma non gli dice nulla, ascolta in silenzio le sue avances
e poi torna a casa.
E lui pure.
Con le palle piene e doloranti, suppongo.
Anna, quando ho detto questo, ha riso.